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Traktor kontrol x1 mk2 Recensione

Traktor kontrol x1 mk2 Recensione

Traktor kontrol x1 mk2 è la naturale evoluzione del suo predecessore, quel control x1 che ha avuto tanto successo in un modo che pochi si aspettavano e che è diventato parte integrante del set up di moltissimi dj che lo affiancano in console a giradischi, cdj e controller vari. A prima vista del differenze tra i due modelli non sono molte, e la spiegazione è semplice da trovare: il control x1 era già un ottimo prodotto e la Native Instruments ha dovuto trovare delle soluzioni originali per migliorare l’esperienza d’uso di un prodotto che faceva già il suo lavoro e che era diventato uno standard per controllare i deck del famoso software Traktor.

La domanda che ci poniamo è: ci è riuscita? Native Instruments ha prodotto un controller che supera in qualità, semplicità d’uso e opzioni di controllo il suo predecessore? La nostra risposta è si. Anche se la qualità è più o meno la stessa, che già era alta, alcune innovazioni fanno di questo controller un accessorio che non deve mancare nelle console dj, soprattutto per chi affianca a Traktor anche dei supporti fisici, come vinili e cd. Il kontrol X1 mk2 però non è solo questo, non è solo un accessorio, ma può diventare anche l’unico controller in console, naturalmente affiancato ad un mixer, e adesso andiamo a vedere come e perché.

Il controller Traktor Kontrol x1 mk2

Cos’è questo aggeggio rettangolare con qualche bottoncino luminoso e qualche manopolina? Partiamo dal principio. Traktor per molti è il software da dj per eccellenza. So che diversi utenti preferiscono affidarsi a Serato o Virtual Dj, ma questa è una questione di gusti e di opinioni che spesso trovano giustificazione in abitudini ed esperienze passate dei vari dj. Non c’è dubbio che la fama del software Traktor Dj sia enorme, al punto che spesso i digital dj sono anche chiamati Traktor Dj.

Il software indubbiamente è di qualità altissima e permette una lunga serie di possibilità che, per esempio, il vecchio set up “due vinili e un Mixer” non poteva dare. Se c’è stata la rivoluzione dei supporti musicali e si sono creati software che ormai si distinguono parecchio dalla vecchia concezione “due tracce e un mixer”, perché non rivoluzionare anche il mondo dei controller? Traktor e la Native Instruments pare la pensino così, tanto da creare prodotti come il Kontrol S8 che non prevede più l’utilizzo delle Jog Wheel e affida la creatività del dj all’ integrazione tra tracce suonate e loop di campioni da poter lanciare e modulare con effetti e controlli, per personalizzare il proprio mix.

Il Kontrol X1 è nato agli albori di questa filosofia, anche se non permette il lancio dei sample, compito questo lasciato al cugino F1, non ha la Jog, ed è un controller in grado di controllare i due deck, con gli effetti, i loop e tante altre funzioni comprese quelle legate al Touchstrip, vera innovazione di questa nuova versione dell’X1. Cos’è quindi il Traktor Kontrol X1 Mk2? È un controller per i deck di Traktor, che permette di caricare le tracce, navigarci all’ interno, effettuare dei piccoli aggiustamenti in stile Jog Wheel con il solo utilizzo del Touchstrip, e che permette di utilizzare e modulare effetti, loop e molto altro. Cosa non è? Una console Dj completa, perché non ha i comandi del mixer, lasciati all’altro cugino, lo Z1, e non ha una scheda audio integrata e serve solo per mandare i comandi al computer in cui è installato Traktor. Sembra poco? Non lo è. Con l’X1 Mk2 si può tranquillamente scendere in console e affidarsi solo a questo controller e al proprio pc o mac, attaccarsi al mixer e partire, come del resto ho visto fare a decine di dj professionisti nei club o nei festival.

Come Funziona?

L’esperienza che abbiamo avuto provando questo controller è stata del tutto positiva e abbiamo fatto molto presto a dimenticarci che non eravamo davanti alla classica replica di un Cdj ma che stavamo solo manipolando una serie di pulsanti, potenziometri e un touch strip. Inizio proprio da questo ultimo elemento, che è un ottimo sostituto della Jog Wheel.

Quando la traccia è in play, strisciano con il dito sullo strip, si danno dei piccoli colpetti, esattamente come sui Cdj, che agiscono sul pitch bend e permettono di mettere a tempo il mix in maniera manuale. Ogni traccia ha assegnata metà strip, ma premendo al centro e portando tutto di lato l’indicatore, si può dedicare tutto il controllo ad un solo deck, avendo così più spazio a disposizione per le regolazioni. Quando la traccia è in pausa si può navigare all’ interno della stessa strisciando il dito, sia per brevi spostamenti, che per lunghi, semplicemente premendo il tasto shift.

Sotto lo strip troviamo i controlli per i cue, che si illuminano in maniera diversa a seconda dei punti che abbiamo impostato, e i pulsanti per il sync e il flux, che in altre console abbiamo trovato con il nome slip, e permette cioè di far andare avanti la traccia anche se ci fermiamo a giocherellare con i loop. Sotto, alla fine, ci sono i classici cue e play, due pulsanti più grandi degli altri che danno un buon senso di sicurezza e di comodità.

controller inferiore

Nella parte superiore troviamo la manopola centrale per navigare all’ interno della libreria di Traktor. Il comando è touch sensitive e quando ci si appoggia sopra, si ha la possibilità di espandere sul video il browser e di trovare così con più semplicità tutte le proprie tracce. È possibile anche navigare all’ interno delle varie cartelle utilizzando il pulsante shift.

Effetti

controller effetti

La parte dedicata agli effetti occupa tutto il comparto superiore del controller. Ci sono quattro manopole e quattro bottoni, una sopra ogni deck. È possibile comunque, tramite i quattro pulsantini fx, assegnare gli effetti ai deck desiderati. Le manopole naturalmente servono per modulare i tanti effetti assegnabili ai controlli. È possibile, in maniera comoda ed intuitiva, controllare tutti i parametri ed assegnare gli effetti ai controlli, senza mai staccare le mani dal controller per utilizzare il pc o il mac.

Conclusioni

controller e console

Il touch strip è la vera innovazione legata a questo prodotto e devo dire che nella prova che abbiamo fatto si è dimostrato un controllo semplice, intuitivo e soprattutto efficace. Il Traktor Kontrol X1 mk2 si può utilizzare al posto di un cdj, e non si sente il bisogno di avere una Jog Wheel per le mani, nemmeno se abbiamo la necessità di mettere a tempo in maniera manuale le due tracce. Native Instruments sembra credere molto in questo modo di interagire con Traktor, tanto che, anche nel nuovo S8, D2 e S5 il Touch Strip è utilizzato al posto delle Jog. Per il resto il controller è simile al suo predecessore: costruzione robusta e di qualità, e soprattutto una incredibile interazione con Traktor, che permette al dj di salire in console, attaccare il controller al computer, e iniziare a mixare, avendo davanti tutti i controlli che servono.

Pioneer annuncia l’uscita del PLX-500

Pioneer annuncia l’uscita del PLX-500

Pioneer lancia sul mercato un nuovo giradischi a trazione diretta adatto sia ai dj che agli appassionati della musica in vinile. Il PLX 500, così si chiamerà il nuovo prodotto della casa giapponese, sarà nei negozi da settembre, e si propone come il fratello minore, ma non troppo del PLX 1000.

Non abbiamo naturalmente avuto ancora l’occasione di sentire questo giradischi suonare dal vivo, ma da quello che si può immaginare, questo prodotto sarà un’ottima soluzione, soprattutto per chi vuole sentire e suonare i dischi in vinile senza spendere una fortuna per l’attrezzatura. Il PLX 500 infatti viene proposto ad un prezzo di mercato di 349 euro, che è circa la metà del prezzo del PLX 1000. Se si tiene conto del fatto che il design è simile a quello del mitico Technics SL 1200, è facile capire che più di qualcuno vorrà avere questo piccolo gioiellino nella sua console.

pioneer PLX-500

Com’èil PLX 500?

Bello, all’ apparenza sembra proprio bello. Il design è simile a quello del PLX 1000, si nota l’aspetto tipico del giradischi da console dj, con il fader per il pitch bend. Le colorazioni proposte sono due, bianco e nero, per adattarsi, come scrivono nel sito della Pioneer, alla tua attrezzatura.

Come funziona?

Non avendolo provato dobbiamo affidarci alle impressioni e alle informazioni trovate in rete, e dobbiamo dire che ha fatto proprio una bella impressione. Il deck è a coppia elevata in modo da rendere questo giradischi l’ideale anche per lo scratching. Bisogna tenere conto che il prodotto viene fornito con tutti gli accessori, puntina, panno antiscivolo e cartuccia, e in pratica si può tirare fuori dalla scatola e attaccare al mixer per suonare.

pioneer PLX-500

Usb e interazione con il computer

Il PLX 500 è un giradischi dotato di presa USB per poterlo collegare direttamente al pc o al mac. Grazie al software Rekordbox, è possibile registrare i brani dal vinile al formato Wav ad alta definizione, trasformando così le tracce del disco in comodi file audio da poter suonare con i vari media player in commercio. Il software Rekordbox riconosce l’inizio di un brano e anche le pause del disco, in modo tale da creare file separati per le varie tracce presenti sul vinile. L’interazione tra harware e software è garantita da Pioneer, secondo cui il software rekordbox lavora in maniera eccellente con il computer, e una volta installata e avviata l’applicazione, riconosce il disco quando parte e inizia la registrazione.

pioneer PLX-500

Conclusioni

Per quello che possiamo sapere senza aver provato il prodotto, possiamo dire che il PX 500 è una bella sorpresa. Se le aspettative verranno rispettate, ci troveremo ad avere in commercio un giradischi adatto sia per i dj che per gli appassionati di vinile, da mettere sia in console o nel mobile del soggiorno di casa, ad un prezzo tutto sommato non troppo elevato e con delle caratteristiche professionali. Pioneer è da sempre una garanzia per quando riguarda i prodotti da dj o per i prodotti audio in generale, e non abbiamo quindi motivo di dubitare della qualità di questo giradischi. Aspettiamo quindi settembre per poter fare una recensione completa del prodotto, e consigliamo a chi volesse acquistare un nuovo giradischi, senza spendere un capitale, di iniziare a mettere via qualche soldino, perché un mese fa presto a passare… Aspettate settembre per una recensione completa su console dj.

 

Hercules dj Control Compact recensione

Hercules dj Control Compact recensione

Il digital dj è un dj che suona file musicali. Questa descrizione sembra a prima vista abbastanza ovvia, ma in realtà apre un mondo di strade per produrre i propri mix che fino a qualche anno fa erano del tutto impensabili. Se prima serviva una console dj completa, con giradischi e mixer, con il tempo si è passati ai più portatili cd, ed infine ai supporti digitali puri, come la memoria del computer o le chiavette usb. Questo passo importate ha fatto in modo l’approccio al mondo del dj diventasse più semplice e più accessibile per tutti. Oggi basta un computer e le proprie tracce in formato digitale, e si può mixare ovunque. I supporti per facilitare il lavoro del dj sono molti, e si va dai controller professionali che si usano in discoteca, fino alle soluzioni estremamente portatili come quella che vi presentiamo oggi, l’Hercules Dj Control Compact.

Hercules, fin dagli albori della storia del digital Djing, ci ha abituati a vedere e testare le proprie console in quanto sono stati tra i primi a produrre questo tipo di prodotti. L’evoluzione che le console del marchio francese hanno avuto nel tempo è stata a dir poco straordinaria, ed oggi troviamo Hercules in tutte le fasce del mercato, dai prodotti entry level per principianti, fino alle console dj professionali. La Hercules Dj Control Compact è un po’ difficile da catalogare, se non per il prezzo, che è abbondantemente sotto i cento euro. Per quanto riguarda l’uso che se ne può fare però, questa console è abbastanza versatile, e adesso vediamo perché.

La Console

La Hercules Dj control Compact è una console dalle dimensioni ridottissime. Si può tranquillamente portare dentro uno zaino, una borsa porta computer o qualsiasi altro supporto utilizziate per trasferire la vostra attrezzatura. Le misure di questo prodotto sono 34×10 cm, e per chi avesse difficoltà a visualizzare in concreto una misura letta in centimetri, posso assicurarvi che è poco, molto poco. La console si prende tranquillamente con una mano e si può appoggiare accanto al pc o al mac in qualsiasi posto vi troviate: al bar, sul tavolino, o in treno, in una camera d’albergo o sulle gambe mentre siete seduti sul divano. Il peso è leggero, e la portabilità è ai massimi per questo settore. Questi sono i motivi per cui facciamo difficoltà a delineare un vero target per questa console. Parlando chiaramente, secondo il nostro parere qui stiamo parlando di un prodotto che va bene sia per i dj professionisti, che vogliono ritoccare i loro mix nelle pause o durante i viaggi, o in qualunque luogo abbiano a disposizione un computer, e sia per i principianti. La Hercules Dj Control Compact è dotata infatti dei basilari controlli per mixare due tracce, e anche di quattro pad per canale per arricchire i mix. Per iniziare con le basi del digital djing quindi può essere una scelta azzeccata.

console hercules dj compact

Funzioni

Andiamo nel dettaglio dei controlli e delle funzioni che questa console per dj offre. Intanto ci sono due Jog Wheel il che rende la sensazione, quando si usa questo prodotto, simile a quella che si potrebbe provare con dei cdj o delle console più evolute. Le Jog sevrono sia per il pitch bend che per effettuare lo scratch. I comandi per l’equalizzatore nel mixer sono ridotti a due potenziometri che permettono di regolare i bassi e i medi. Manca quindi la regolazione degli alti, ma in una console larga solo dieci centimetri, qualche comando deve per forza essere sacrificato. Accanto ai controlli dell’equalizzatore troviamo i potenziometri per il volume. In questo caso non ci sono i fader dedicati come di solito siamo abituati nei mixer o nelle console ma, sempre per motivi di spazio, si è preferito affidare il controllo del volume a dei potenziometri, simili a quelli utilizzati per la regolazione delle basse e medie frequenze. Il cross fader invece è mantenuto tradizionalmente tra le due Jog, e permette così di passare tra un brano e l’altro spostando il fadere, come succede anche nei mixer che si usano nelle discoteche o nei festival. I quatto pad posizionati accanto alle Jog Wheel fanno il classico lavoro già visto in altre console Hercules, e cioè controllano gli effetti, i loop, i sample e i punti di cue. Il tutto naturalmente interfacciato con il software Djuced che abbiamo già trovato nelle console Hercules di questa fascia di prezzo.

console hercules dj compact

Software

Com’è il software in dotazione? Fa il suo lavoro, e la fa anche bene considerato che è compreso negli ottanta euro di costo di questa console. Le funzioni che ha sono simili a quelle permesse da programmi professionali come Virtual dj o Traktor, anche se naturalmente stiamo parlando di un software pensato e sviluppato per una fascia di prezzo e di utilizzo diversa dai suoi competitor più avanzati. In ogni caso si caricano le tracce sui due deck, si possono impostare i punti di cue, che si richiamano anche tramite i pad nella console, ci sono i classici effetti flanger, echo, reverbero, chorus e c’è ance la possibilità di suonare di campioni, sia quelli precaricati che degli altri che il dj può aggiungere a suo piacimento.

Hardware

La parte hardware della console è ridotta. Parliamo infatti di un prodotto che non ha una scheda audio e che presenta solo una porta usb da attaccare al computer. Le casse e le cuffie andranno quindi connesse direttamente al PC o al Mac e non è possibile, come accade nei prodotti di fascia superiore, attaccarle direttamente alla console.

Conclusioni

Com’è l’esperienza con questa console? Buona, soprattutto se pensiamo ad un utilizzo fatto in spazi ridottissimi. Se provo ad immaginarmi un dj seduto in treno con il pc appoggiato sul tavolino, che vuole ripassare il mix per la serata, non mi viene in mente niente che possa superare in praticità questa console. I comandi e le funzioni presenti sono gli stessi delle console Hercules entry level in uno spazio decisamente ridotto. L’unica pecca è l’assenza della scheda audio ma, date le dimensioni, sarà stato sicuramente impossibile inserirne una all’ interno. La Hercules Dj Control Compact è questo, una console dj estremamente portatile, un prodotto che un dj può portare sempre con se e che può utilizzare in dj set improvvisati o quando esplode una festa in maniera inaspettata, senza contare che può diventare un amica inseparabile per provare e affinare i propri mix in attesa delle serate importanti.

console hercules dj compact

Native Instruments annuncia Komplete 11

Native Instruments annuncia Komplete 11

Ci siamo, la data che tutti i producer del mondo stanno aspettando è ormai fissata, e manca poco ad un evento che non può lasciare indifferenti gli appassionati e i professionisti del mondo della musica elettronica. Il primo settembre 2016, secondo le indicazioni date da Native Instruments, uscirà Komplete 11, la nuova versione del bundle di strumenti elettronici e di effetti più famoso sul mercato che da anni ormai lascia il suo segno indelebile sulle tracce che tutti i Dj del mondo suonano in console durante le serate.

Komplete

Ma andiamo con ordine: cos’è Komplete? Se non avete mai sentito parlare del famoso bundle di strumenti di Native Instruments probabilmente vuol dire che non vi siete mai seduti davanti al pc con l’intento di produrre una hit di musica elettronica, e non solo. Komplete è una collezione di strumenti virtuali alcuni dei quali hanno fatto la storia della computer music e sono diventati dei veri e propri standard per le produzioni musicali in tutto il mondo. Un synth virtuale come Massive ha lasciato il segno sulle produzioni più significative degli ultimi anni. Il suo suono unico, pieno e la sua interfaccia innovativa e versatile, lo hanno eletto per molti anni come il Synth con la S maiuscola con cui produrre musica elettronica tipo Dubstep ma anche Techno, House e tutti i generi che possono uscire dalla scheda audio di un Pc o un Mac. Un’altra pietra miliare compresa in questo bundle e famosa in tutto il mondo è Battery, un software per batteria che permette di riprodurre sample e di manipolarli fino a far uscire il sound desiderato, un vero e proprio must have per tutti i produttori. Si potrebbe continuare la lista con Guitar Rig, combo di effetti per chitarristi, o Reaktor, il synth modulare che più appassiona gli smanettoni dei sintetizzatori virtuali. Se aggiungiamo Kontact, e la sue librerie di suoni continuamente in espansione, oppure Absynth o FM8, ci rendiamo conto che con la sola collezione di Native Instruments si possono produrre praticamente tutte le hit del mercato odierno.

Cosa c’è di nuovo?

Komplete come abbiamo già detto è presenti negli hard disk di moltissimi producer in tutto il mondo e i suoi suoni finiscono nelle tracce suonate nelle console dj dei club di mezzo mondo, ma come hanno arricchito questo prodotto già di per completo, come recita del resto il nome stesso? La native Instrumens ha annunciato la presenza di diverse novità, tra cui una versione di Reaktor, che così arriva alla sesta relase, e l’ingresso di diversi nuovi prodotti. L’attenzione di tutti gli operatori del settore è stata stimolata dall’annuncio di un nuovo sintetizzatore, che la casa tedesca ha chiamato Form. Dalle prime informazioni filtrate in rete si parla di un synth nel quale si possa utilizzare un sample come forma d’onda per un oscillatore e che il suono possa essere così modulato per aprire nuove strade nel suond design. Questa mossa sembra studiata per arginare l’avanzata di alcuni prodotti della concorrenza, come il vst synth Serum, che per molti sta prendendo piede nella fascia di mercato del famosissimo Massive.

Altri prodotti presenti nel bundle, alcuni già immessi nel mercato negli ultimi anni, sono Una corda, Reaktor 6, Flesh, and Symphony essentials. Naturalmente, in tutti suoni che usciranno dagli strumenti di Komplete 11, ci aspettiamo una qualità eccelsa e stupefacente come è stato per le precedenti versioni.

Come è proposto?

Nelle ultime versioni il bounle di Native Instruments è stato proposto come Komplete o Komplete Ultimate, il secondo dei quali metteva a disposizione degli utenti una libreria di suoni molto più vasta e diversi effetti in più. Con l’undicesima versione della sua raccolta, Native Instruments propone anche una nuova versione, Komplete Select, che comprende undici, tra strumenti ed effetti, per far entrare l’utente nel mondo NI. Tra i best seller presenti in Select, segnaliamo la presenza di Massive e Monark, due synth che hanno segnato la storia della computer music, e che la stanno facendo tutt’oggi.

Conclusioni

Per ora possiamo definire l’uscita di questa nuova versione di Komplete solo come una buona notizia, in quanto non abbiamo ancora avuto l’occasione di ascoltare e suonare i nuovi prodotti che la casa tedesca include in questo sua raccolta. L’esperienza avuta in passato fa sì che la nostra fiducia sia comunque molto alta, e aspettiamo con ansia il primo di settembre per provare e recensire a fondo il nuovo Komplete 11.

Hercules Control Instinct s recensione

Hercules Control Instinct s recensione

La Console

La Hercules control instinct è una console dj entry level già presente sul mercato da un paio d’anni e da molti considerata come un ottimo punto di inizio per chi vuole cominciare a fare il dj ed ha un budget ridotto. Questa nuova versione, la Instinct S, dovrebbe, secondo Hercules, apportare diverse modifiche ma, secondo noi, si parla più che altro di pochi ritocchi estetici. La parte hardware rimane praticamente la stessa, e questo potrebbe anche essere un punto a suo vantaggio dato che stiamo parlando di un prodotto che ha dato molta soddisfazione agli utenti che lo hanno provato e utilizzato in questi anni. Naturalmente stiamo parlando di dj alle prime armi, di persone che vogliono imparare l’arte del djing ma non vogliono spendere una cifra superiore ai cento euro. Ecco, questo è il compito che questa console deve svolgere, dare le prime soddisfazioni ai futuri dj, permettere loro anche di esibirsi a qualche festa e perché no, farli innamorare del digital djing e farli diventare in futuro delle star.

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Hercules DJ Control Instinct S Serie DJ Controller

Iniziamo col descrivere l’estetica di questo prodotto. È una console piuttosto piccola, viene venduta in un imballo di dimensioni ridotte contenente oltre al prodotto anche un cd di installazione. Al primo impatto risulta essere piuttosto leggera, dato che la costruzione è praticamente tutta in plastica. A differenza del modello precedente dove il mixer si distingueva dai decks per essere nero opaco, in questa versione la Hercules ha voluto dargli un aspetto più metallico, e la parte centrale è fatta in silver metal. Oltre a dividere maggiormente i tre settori, dal punto di vista visivo, non mi pare che questo cambiamento abbia in nessuno modo portato altri sconvolgimenti in questo prodotto che, lo ricordo ancora, fa il suo dovere esattamente come lo faceva il modello precedente. C’è una presa per le cuffie e l’uscita audio sul retro. Questo naturalmente è dovuto al fatto che questa console dj ha una scheda audio integrata. Per chi si è interessato da poco al mondo del digita djing questo può sembrare anche normale, ma per chi vive in questo mondo da almeno dieci anni sa che all’inizio, le console di questo prezzo, non avevano la scheda audio e di conseguenza presentavano tutta una serie di problemi che le rendevano scomode e richiedevano hardware aggiuntivo. Tutto questo per dire che nonostante stiamo parlando di un prodotto che costa meno di cento euro, abbiamo una console che, una volta installati driver e software dj, è pronta all’uso. Si attaccano le cuffie, le casse, e si può iniziare a mixare.

hercules control instinct s

I comandi

Date le ridotte dimensioni di questa console i controlli non sono abbondanti, ma sono comunque quelli necessari a fare un buon mix e ad iniziare con il djing. Le Jog Wheel sono, secondo Hercules, più grandi di quelle del modello precedente. Si parla comunque di due Jog non grandissime anche se riescono a fare il loro dovere. Funzionano a pressione, nel senso che se si schiacciano meccanicamente verso il basso, permettono di navigare più velocemente all’ interno della traccia. Con il bottone Vynil attivato è anche possibile effettuare lo scratch. Il funzionamento, che non è a sfioramento come in altri tipi di console, funziona bene ad ogni pressione e da una buona impressione di solidità. Nel mixer ci sono i tre controlli dell’equalizzatore, per ogni canale, a abbiamo anche dei pulsanti dedicati alla navigazione tra le tracce nel browser. Se si tralasciano alcuni aspetti, come l’assenza del gain control, si può dire che con questa console non bisogna mai mettere le mani direttamente sul pc, e questo è un ottimo aspetto per chi vuole iniziare a fare il dj. La parte meno professionale di questo prodotto, se paragonato agli standard di fascia più alta, è la leva del pitch, che in questo caso è piccola e permette solo di andare su o giù, senza permettere una regolazione di fino. Non è facile abituarsi a questo tipo di pitch, ma bisogna anche tenere conto che un dj alle prime armi di solito utilizza abbondantemente i pulsante Sync per mettere a tempo le tracce. Le due levette del pitch possono servire per allenarsi e per dare le prime soddisfazioni nel mettere a tempo due tracce. Sopra la Jog troviamo anche una pulsantiera dedicata ai Loop, gli Effetti e i Sample. Gli effetti sono i soliti reverbero, echo, flanger e chorus, e possono essere modulati nei loro parametri tramite il pc. I sample precaricati non sono un granché, ma è possibile aggiungerne altri e per personalizzare i propri mix e imparare ad imprimere il proprio carattere alla musica che si sta suonando. Le leve per il volume delle due tracce e il crossfader sono di buona costruzione e permettono di gestire le tracce caricate e mixarle correttamente. Anche i pulsanti play rispondono correttamente ad ogni pressione e non sono quindi un rischio per le performance live dei futuri dj.

hercules control instinct s

Il software in dotazione è Djuced, come succede spesso nei prodotti entry level della Hercules per le console dj. Stiamo parlando di un programma che non è nato per fare concorrenza ai suoi cugini più grandi come Traktor, Virtual Dj e Serato. Il software fa comunque il suo lavoro e bisogna dire che lo fa abbastanza bene. I programmi di fascia alta sono sviluppati ed ottimizzati continuamente per interfacciarsi con i vari controller e per avere una qualità audio professionale. Non è facile sviluppare un software che dia soddisfazioni e permetta di avere tante funzioni come questo Djuced, soprattutto se viene distribuito, nella sua versione completa, in un prodotto che costa meno di cento euro. Anche dal punto di vista del programma in dotazione quindi, questa console svolge al pieno il lavoro per cui è stata progettata, cioè dare la possibilità a che è alle prime armi di attaccare il controller al pc o al mac e di iniziare a suonare come un dj che lavora in un club.

hercules control instinct s

Conclusioni

La Hercules Dj control instinct serie S è un buonissimo prodotto per questa fascia di prezzo, ed è anche per questo che sta riscuotendo, come il modello precedente, un grandissimo successo. Con meno di cento euro si può entrare nel mondo del djing, fare esperienza ed anche esibirsi grazie ad una console con scheda audio integrata, che permette ad esempio il pre ascolto in cuffia, ed un software con tutte quelle funzioni che servono per mixare. Questa console è vivamente consigliata per chi ha voglia di iniziare, e credo che a questo prezzo, sarà difficile se non impossibile trovare qualcosa di meglio o anche di comparabile.