Seleziona una pagina
Traktor kontrol x1 mk2 Recensione

Traktor kontrol x1 mk2 Recensione

Traktor kontrol x1 mk2 è la naturale evoluzione del suo predecessore, quel control x1 che ha avuto tanto successo in un modo che pochi si aspettavano e che è diventato parte integrante del set up di moltissimi dj che lo affiancano in console a giradischi, cdj e controller vari. A prima vista del differenze tra i due modelli non sono molte, e la spiegazione è semplice da trovare: il control x1 era già un ottimo prodotto e la Native Instruments ha dovuto trovare delle soluzioni originali per migliorare l’esperienza d’uso di un prodotto che faceva già il suo lavoro e che era diventato uno standard per controllare i deck del famoso software Traktor.

La domanda che ci poniamo è: ci è riuscita? Native Instruments ha prodotto un controller che supera in qualità, semplicità d’uso e opzioni di controllo il suo predecessore? La nostra risposta è si. Anche se la qualità è più o meno la stessa, che già era alta, alcune innovazioni fanno di questo controller un accessorio che non deve mancare nelle console dj, soprattutto per chi affianca a Traktor anche dei supporti fisici, come vinili e cd. Il kontrol X1 mk2 però non è solo questo, non è solo un accessorio, ma può diventare anche l’unico controller in console, naturalmente affiancato ad un mixer, e adesso andiamo a vedere come e perché.

Il controller Traktor Kontrol x1 mk2

Cos’è questo aggeggio rettangolare con qualche bottoncino luminoso e qualche manopolina? Partiamo dal principio. Traktor per molti è il software da dj per eccellenza. So che diversi utenti preferiscono affidarsi a Serato o Virtual Dj, ma questa è una questione di gusti e di opinioni che spesso trovano giustificazione in abitudini ed esperienze passate dei vari dj. Non c’è dubbio che la fama del software Traktor Dj sia enorme, al punto che spesso i digital dj sono anche chiamati Traktor Dj.

Il software indubbiamente è di qualità altissima e permette una lunga serie di possibilità che, per esempio, il vecchio set up “due vinili e un Mixer” non poteva dare. Se c’è stata la rivoluzione dei supporti musicali e si sono creati software che ormai si distinguono parecchio dalla vecchia concezione “due tracce e un mixer”, perché non rivoluzionare anche il mondo dei controller? Traktor e la Native Instruments pare la pensino così, tanto da creare prodotti come il Kontrol S8 che non prevede più l’utilizzo delle Jog Wheel e affida la creatività del dj all’ integrazione tra tracce suonate e loop di campioni da poter lanciare e modulare con effetti e controlli, per personalizzare il proprio mix.

Il Kontrol X1 è nato agli albori di questa filosofia, anche se non permette il lancio dei sample, compito questo lasciato al cugino F1, non ha la Jog, ed è un controller in grado di controllare i due deck, con gli effetti, i loop e tante altre funzioni comprese quelle legate al Touchstrip, vera innovazione di questa nuova versione dell’X1. Cos’è quindi il Traktor Kontrol X1 Mk2? È un controller per i deck di Traktor, che permette di caricare le tracce, navigarci all’ interno, effettuare dei piccoli aggiustamenti in stile Jog Wheel con il solo utilizzo del Touchstrip, e che permette di utilizzare e modulare effetti, loop e molto altro. Cosa non è? Una console Dj completa, perché non ha i comandi del mixer, lasciati all’altro cugino, lo Z1, e non ha una scheda audio integrata e serve solo per mandare i comandi al computer in cui è installato Traktor. Sembra poco? Non lo è. Con l’X1 Mk2 si può tranquillamente scendere in console e affidarsi solo a questo controller e al proprio pc o mac, attaccarsi al mixer e partire, come del resto ho visto fare a decine di dj professionisti nei club o nei festival.

Come Funziona?

L’esperienza che abbiamo avuto provando questo controller è stata del tutto positiva e abbiamo fatto molto presto a dimenticarci che non eravamo davanti alla classica replica di un Cdj ma che stavamo solo manipolando una serie di pulsanti, potenziometri e un touch strip. Inizio proprio da questo ultimo elemento, che è un ottimo sostituto della Jog Wheel.

Quando la traccia è in play, strisciano con il dito sullo strip, si danno dei piccoli colpetti, esattamente come sui Cdj, che agiscono sul pitch bend e permettono di mettere a tempo il mix in maniera manuale. Ogni traccia ha assegnata metà strip, ma premendo al centro e portando tutto di lato l’indicatore, si può dedicare tutto il controllo ad un solo deck, avendo così più spazio a disposizione per le regolazioni. Quando la traccia è in pausa si può navigare all’ interno della stessa strisciando il dito, sia per brevi spostamenti, che per lunghi, semplicemente premendo il tasto shift.

Sotto lo strip troviamo i controlli per i cue, che si illuminano in maniera diversa a seconda dei punti che abbiamo impostato, e i pulsanti per il sync e il flux, che in altre console abbiamo trovato con il nome slip, e permette cioè di far andare avanti la traccia anche se ci fermiamo a giocherellare con i loop. Sotto, alla fine, ci sono i classici cue e play, due pulsanti più grandi degli altri che danno un buon senso di sicurezza e di comodità.

controller inferiore

Nella parte superiore troviamo la manopola centrale per navigare all’ interno della libreria di Traktor. Il comando è touch sensitive e quando ci si appoggia sopra, si ha la possibilità di espandere sul video il browser e di trovare così con più semplicità tutte le proprie tracce. È possibile anche navigare all’ interno delle varie cartelle utilizzando il pulsante shift.

Effetti

controller effetti

La parte dedicata agli effetti occupa tutto il comparto superiore del controller. Ci sono quattro manopole e quattro bottoni, una sopra ogni deck. È possibile comunque, tramite i quattro pulsantini fx, assegnare gli effetti ai deck desiderati. Le manopole naturalmente servono per modulare i tanti effetti assegnabili ai controlli. È possibile, in maniera comoda ed intuitiva, controllare tutti i parametri ed assegnare gli effetti ai controlli, senza mai staccare le mani dal controller per utilizzare il pc o il mac.

Conclusioni

controller e console

Il touch strip è la vera innovazione legata a questo prodotto e devo dire che nella prova che abbiamo fatto si è dimostrato un controllo semplice, intuitivo e soprattutto efficace. Il Traktor Kontrol X1 mk2 si può utilizzare al posto di un cdj, e non si sente il bisogno di avere una Jog Wheel per le mani, nemmeno se abbiamo la necessità di mettere a tempo in maniera manuale le due tracce. Native Instruments sembra credere molto in questo modo di interagire con Traktor, tanto che, anche nel nuovo S8, D2 e S5 il Touch Strip è utilizzato al posto delle Jog. Per il resto il controller è simile al suo predecessore: costruzione robusta e di qualità, e soprattutto una incredibile interazione con Traktor, che permette al dj di salire in console, attaccare il controller al computer, e iniziare a mixare, avendo davanti tutti i controlli che servono.

Hercules dj Control Compact recensione

Hercules dj Control Compact recensione

Il digital dj è un dj che suona file musicali. Questa descrizione sembra a prima vista abbastanza ovvia, ma in realtà apre un mondo di strade per produrre i propri mix che fino a qualche anno fa erano del tutto impensabili. Se prima serviva una console dj completa, con giradischi e mixer, con il tempo si è passati ai più portatili cd, ed infine ai supporti digitali puri, come la memoria del computer o le chiavette usb. Questo passo importate ha fatto in modo l’approccio al mondo del dj diventasse più semplice e più accessibile per tutti. Oggi basta un computer e le proprie tracce in formato digitale, e si può mixare ovunque. I supporti per facilitare il lavoro del dj sono molti, e si va dai controller professionali che si usano in discoteca, fino alle soluzioni estremamente portatili come quella che vi presentiamo oggi, l’Hercules Dj Control Compact.

Hercules, fin dagli albori della storia del digital Djing, ci ha abituati a vedere e testare le proprie console in quanto sono stati tra i primi a produrre questo tipo di prodotti. L’evoluzione che le console del marchio francese hanno avuto nel tempo è stata a dir poco straordinaria, ed oggi troviamo Hercules in tutte le fasce del mercato, dai prodotti entry level per principianti, fino alle console dj professionali. La Hercules Dj Control Compact è un po’ difficile da catalogare, se non per il prezzo, che è abbondantemente sotto i cento euro. Per quanto riguarda l’uso che se ne può fare però, questa console è abbastanza versatile, e adesso vediamo perché.

La Console

La Hercules Dj control Compact è una console dalle dimensioni ridottissime. Si può tranquillamente portare dentro uno zaino, una borsa porta computer o qualsiasi altro supporto utilizziate per trasferire la vostra attrezzatura. Le misure di questo prodotto sono 34×10 cm, e per chi avesse difficoltà a visualizzare in concreto una misura letta in centimetri, posso assicurarvi che è poco, molto poco. La console si prende tranquillamente con una mano e si può appoggiare accanto al pc o al mac in qualsiasi posto vi troviate: al bar, sul tavolino, o in treno, in una camera d’albergo o sulle gambe mentre siete seduti sul divano. Il peso è leggero, e la portabilità è ai massimi per questo settore. Questi sono i motivi per cui facciamo difficoltà a delineare un vero target per questa console. Parlando chiaramente, secondo il nostro parere qui stiamo parlando di un prodotto che va bene sia per i dj professionisti, che vogliono ritoccare i loro mix nelle pause o durante i viaggi, o in qualunque luogo abbiano a disposizione un computer, e sia per i principianti. La Hercules Dj Control Compact è dotata infatti dei basilari controlli per mixare due tracce, e anche di quattro pad per canale per arricchire i mix. Per iniziare con le basi del digital djing quindi può essere una scelta azzeccata.

console hercules dj compact

Funzioni

Andiamo nel dettaglio dei controlli e delle funzioni che questa console per dj offre. Intanto ci sono due Jog Wheel il che rende la sensazione, quando si usa questo prodotto, simile a quella che si potrebbe provare con dei cdj o delle console più evolute. Le Jog sevrono sia per il pitch bend che per effettuare lo scratch. I comandi per l’equalizzatore nel mixer sono ridotti a due potenziometri che permettono di regolare i bassi e i medi. Manca quindi la regolazione degli alti, ma in una console larga solo dieci centimetri, qualche comando deve per forza essere sacrificato. Accanto ai controlli dell’equalizzatore troviamo i potenziometri per il volume. In questo caso non ci sono i fader dedicati come di solito siamo abituati nei mixer o nelle console ma, sempre per motivi di spazio, si è preferito affidare il controllo del volume a dei potenziometri, simili a quelli utilizzati per la regolazione delle basse e medie frequenze. Il cross fader invece è mantenuto tradizionalmente tra le due Jog, e permette così di passare tra un brano e l’altro spostando il fadere, come succede anche nei mixer che si usano nelle discoteche o nei festival. I quatto pad posizionati accanto alle Jog Wheel fanno il classico lavoro già visto in altre console Hercules, e cioè controllano gli effetti, i loop, i sample e i punti di cue. Il tutto naturalmente interfacciato con il software Djuced che abbiamo già trovato nelle console Hercules di questa fascia di prezzo.

console hercules dj compact

Software

Com’è il software in dotazione? Fa il suo lavoro, e la fa anche bene considerato che è compreso negli ottanta euro di costo di questa console. Le funzioni che ha sono simili a quelle permesse da programmi professionali come Virtual dj o Traktor, anche se naturalmente stiamo parlando di un software pensato e sviluppato per una fascia di prezzo e di utilizzo diversa dai suoi competitor più avanzati. In ogni caso si caricano le tracce sui due deck, si possono impostare i punti di cue, che si richiamano anche tramite i pad nella console, ci sono i classici effetti flanger, echo, reverbero, chorus e c’è ance la possibilità di suonare di campioni, sia quelli precaricati che degli altri che il dj può aggiungere a suo piacimento.

Hardware

La parte hardware della console è ridotta. Parliamo infatti di un prodotto che non ha una scheda audio e che presenta solo una porta usb da attaccare al computer. Le casse e le cuffie andranno quindi connesse direttamente al PC o al Mac e non è possibile, come accade nei prodotti di fascia superiore, attaccarle direttamente alla console.

Conclusioni

Com’è l’esperienza con questa console? Buona, soprattutto se pensiamo ad un utilizzo fatto in spazi ridottissimi. Se provo ad immaginarmi un dj seduto in treno con il pc appoggiato sul tavolino, che vuole ripassare il mix per la serata, non mi viene in mente niente che possa superare in praticità questa console. I comandi e le funzioni presenti sono gli stessi delle console Hercules entry level in uno spazio decisamente ridotto. L’unica pecca è l’assenza della scheda audio ma, date le dimensioni, sarà stato sicuramente impossibile inserirne una all’ interno. La Hercules Dj Control Compact è questo, una console dj estremamente portatile, un prodotto che un dj può portare sempre con se e che può utilizzare in dj set improvvisati o quando esplode una festa in maniera inaspettata, senza contare che può diventare un amica inseparabile per provare e affinare i propri mix in attesa delle serate importanti.

console hercules dj compact

Hercules Control Instinct s recensione

Hercules Control Instinct s recensione

La Console

La Hercules control instinct è una console dj entry level già presente sul mercato da un paio d’anni e da molti considerata come un ottimo punto di inizio per chi vuole cominciare a fare il dj ed ha un budget ridotto. Questa nuova versione, la Instinct S, dovrebbe, secondo Hercules, apportare diverse modifiche ma, secondo noi, si parla più che altro di pochi ritocchi estetici. La parte hardware rimane praticamente la stessa, e questo potrebbe anche essere un punto a suo vantaggio dato che stiamo parlando di un prodotto che ha dato molta soddisfazione agli utenti che lo hanno provato e utilizzato in questi anni. Naturalmente stiamo parlando di dj alle prime armi, di persone che vogliono imparare l’arte del djing ma non vogliono spendere una cifra superiore ai cento euro. Ecco, questo è il compito che questa console deve svolgere, dare le prime soddisfazioni ai futuri dj, permettere loro anche di esibirsi a qualche festa e perché no, farli innamorare del digital djing e farli diventare in futuro delle star.

Guarda la console al miglior prezzo su Amazon:

Hercules DJ Control Instinct S Serie DJ Controller

Iniziamo col descrivere l’estetica di questo prodotto. È una console piuttosto piccola, viene venduta in un imballo di dimensioni ridotte contenente oltre al prodotto anche un cd di installazione. Al primo impatto risulta essere piuttosto leggera, dato che la costruzione è praticamente tutta in plastica. A differenza del modello precedente dove il mixer si distingueva dai decks per essere nero opaco, in questa versione la Hercules ha voluto dargli un aspetto più metallico, e la parte centrale è fatta in silver metal. Oltre a dividere maggiormente i tre settori, dal punto di vista visivo, non mi pare che questo cambiamento abbia in nessuno modo portato altri sconvolgimenti in questo prodotto che, lo ricordo ancora, fa il suo dovere esattamente come lo faceva il modello precedente. C’è una presa per le cuffie e l’uscita audio sul retro. Questo naturalmente è dovuto al fatto che questa console dj ha una scheda audio integrata. Per chi si è interessato da poco al mondo del digita djing questo può sembrare anche normale, ma per chi vive in questo mondo da almeno dieci anni sa che all’inizio, le console di questo prezzo, non avevano la scheda audio e di conseguenza presentavano tutta una serie di problemi che le rendevano scomode e richiedevano hardware aggiuntivo. Tutto questo per dire che nonostante stiamo parlando di un prodotto che costa meno di cento euro, abbiamo una console che, una volta installati driver e software dj, è pronta all’uso. Si attaccano le cuffie, le casse, e si può iniziare a mixare.

hercules control instinct s

I comandi

Date le ridotte dimensioni di questa console i controlli non sono abbondanti, ma sono comunque quelli necessari a fare un buon mix e ad iniziare con il djing. Le Jog Wheel sono, secondo Hercules, più grandi di quelle del modello precedente. Si parla comunque di due Jog non grandissime anche se riescono a fare il loro dovere. Funzionano a pressione, nel senso che se si schiacciano meccanicamente verso il basso, permettono di navigare più velocemente all’ interno della traccia. Con il bottone Vynil attivato è anche possibile effettuare lo scratch. Il funzionamento, che non è a sfioramento come in altri tipi di console, funziona bene ad ogni pressione e da una buona impressione di solidità. Nel mixer ci sono i tre controlli dell’equalizzatore, per ogni canale, a abbiamo anche dei pulsanti dedicati alla navigazione tra le tracce nel browser. Se si tralasciano alcuni aspetti, come l’assenza del gain control, si può dire che con questa console non bisogna mai mettere le mani direttamente sul pc, e questo è un ottimo aspetto per chi vuole iniziare a fare il dj. La parte meno professionale di questo prodotto, se paragonato agli standard di fascia più alta, è la leva del pitch, che in questo caso è piccola e permette solo di andare su o giù, senza permettere una regolazione di fino. Non è facile abituarsi a questo tipo di pitch, ma bisogna anche tenere conto che un dj alle prime armi di solito utilizza abbondantemente i pulsante Sync per mettere a tempo le tracce. Le due levette del pitch possono servire per allenarsi e per dare le prime soddisfazioni nel mettere a tempo due tracce. Sopra la Jog troviamo anche una pulsantiera dedicata ai Loop, gli Effetti e i Sample. Gli effetti sono i soliti reverbero, echo, flanger e chorus, e possono essere modulati nei loro parametri tramite il pc. I sample precaricati non sono un granché, ma è possibile aggiungerne altri e per personalizzare i propri mix e imparare ad imprimere il proprio carattere alla musica che si sta suonando. Le leve per il volume delle due tracce e il crossfader sono di buona costruzione e permettono di gestire le tracce caricate e mixarle correttamente. Anche i pulsanti play rispondono correttamente ad ogni pressione e non sono quindi un rischio per le performance live dei futuri dj.

hercules control instinct s

Il software in dotazione è Djuced, come succede spesso nei prodotti entry level della Hercules per le console dj. Stiamo parlando di un programma che non è nato per fare concorrenza ai suoi cugini più grandi come Traktor, Virtual Dj e Serato. Il software fa comunque il suo lavoro e bisogna dire che lo fa abbastanza bene. I programmi di fascia alta sono sviluppati ed ottimizzati continuamente per interfacciarsi con i vari controller e per avere una qualità audio professionale. Non è facile sviluppare un software che dia soddisfazioni e permetta di avere tante funzioni come questo Djuced, soprattutto se viene distribuito, nella sua versione completa, in un prodotto che costa meno di cento euro. Anche dal punto di vista del programma in dotazione quindi, questa console svolge al pieno il lavoro per cui è stata progettata, cioè dare la possibilità a che è alle prime armi di attaccare il controller al pc o al mac e di iniziare a suonare come un dj che lavora in un club.

hercules control instinct s

Conclusioni

La Hercules Dj control instinct serie S è un buonissimo prodotto per questa fascia di prezzo, ed è anche per questo che sta riscuotendo, come il modello precedente, un grandissimo successo. Con meno di cento euro si può entrare nel mondo del djing, fare esperienza ed anche esibirsi grazie ad una console con scheda audio integrata, che permette ad esempio il pre ascolto in cuffia, ed un software con tutte quelle funzioni che servono per mixare. Questa console è vivamente consigliata per chi ha voglia di iniziare, e credo che a questo prezzo, sarà difficile se non impossibile trovare qualcosa di meglio o anche di comparabile.

Console Hercules RMX 2 Recensione

Console Hercules RMX 2 Recensione

Hercules è stata una delle prime case di costruzione di materiale da dj a credere nei controller ed a progettarne e costruirne fin dai primi anni del digital Djing. Sono tantissimi i dj che hanno cominciato a suonare musica digitale muovendo i primi passi su una console dj Hercules, e con il tempo, il settore ha fatto moltissima strada e passi da gigante. Il modello Rmx di Hercules è stato un prodotto definito da molti innovativo, o che comunque andava a diventare il punto di riferimento per i controller di quella fascia di prezzo. Gli anni sono passati e la concorrenza tra le case si è fatta sempre più dura e tutto questo, naturalmente, è andato a nostro vantaggio dato che abbiamo la possibilità di godere di prodotti sempre migliori, e di software più performanti. Hercules comunque ha sempre mantenuto la sua posizione di leader, soprattutto in una fascia di prezzo medio bassa, e con l’evoluzione della sua storica RMX, cioè il modello di cui stiamo parlando ora, ha sicuramente fatto un altro centro.

La Console

La Rmx2, nella versione premium che stiamo provando, si presenta in un colore nero che le dà un tocco di eleganza in più e quel senso di prodotto pro che fa sempre piacere provare quando ci si accinge ad entrare in console. La struttura è in metallo, con superficie in alluminio e base in acciaio. Il prodotto quindi non ha per niente un aspetto giocattoloso, anche perché, a tutti gli effetti, di un giocattolo proprio non si parla, anzi. Le principali differenze rispetto al modello precedente sono le Jog Wheel, più grandi e più adatte ad un mercato moderno, e i pad di gomma sensibili al tocco, inseriti in tutti e due i deck. I Pad, come spesso accade nelle console Hercules, hanno diversi utilizzi che si possono selezionare. Si va dagli effetti, alla selezione dei punti di Cue, la gestione dei loop e il triggering dei campioni. Per quanto riguarda gli effetti è possibile modularli anche in alcuni parametri tramite i potenziometri situati sopra i pad.

mixer Hercules RMX 2

Il Mixer

Il mixer è un tipico due canali con tre potenziometri per il controllo dell’equalizzatore, alti, medi e bassi. La sensazione che si prova utilizzando l’Eq è piacevole grazie anche alla solidità delle manopole e al fatto che sono rivestite in materiale gommoso che rende la presa più sicura e precisa. C’è da segnalare anche un bottone per il Kill in ogni potenziometro che permette di escludere le frequenze volute con un semplice tocco. La navigazione all’interno delle tracce si effettua tramite quattro pulsanti a freccetta posti in mezzo all’ equalizzatore. Anche se in prodotti diversi si è abituati a navigare, soprattutto su Traktor che è fornito con la console in versione Le, con una manopola, anche la navigazione con i bottoni risulta essere tutto sommato piuttosto pratica.

I Fader per il volume sono di buona costruzione, anch’essi rivestiti in materiale gommoso. Le dimensioni ridotte della console li fanno forse apparire un po’ più corti di quelli dei mixer di fascia più alta, ma fanno il loro lavoro e non ci si mette tanto a prenderci l’abitudine anche se si è abituati con altri prodotti. Il Cross Fader funziona perfettamente e gode della stessa qualità costruttiva dei Volume Fader.

Nella parte alta troviamo il controllo per il volume del master e subito sopra i tre Eq, ci sono i potenziometri per il filtro, molto comodi ed immediati soprattutto se usati con il software Taktor che, ripeto, è incluso nel prezzo nella sua versione LE.

In alto, nei lati, troviamo i fader per il controllo del pitch, che può essere regolato anche tramite due pulsanti in gomma posti subito sotto. Accanto al controllo del pitch c’è l’indicatore dei pad che ci permette di vedere subito con un colpo d’occhio quale opzione si è selezionata, tramite un pulsantino dedicato, tra Loop, Effect, Sample, e Cue.

Deck Hercules RMX 2

I Deck

Le Jog Wheel sono uno dei punti che si notano di più se si paragona la vecchia RMX con questa nuova versione RMX2. Bisogna dire subito che funzionano bene e fanno il loro lavoro. Hercules in questa fascia di console ha deciso di utilizzare un meccanismo di selezione meccanico e non elettrico. Non basta sfiorare la superficie per passare dal pitch/bending alla navigazione nella traccia, ma bisogna premere. Il gesto è comunque naturale e l’ottima costruzione di questa console fa sì che la Jog scenda uniformemente quando si preme e non dia la sensazione di rimanere in un certo senso sbilanciata. Per gli appassionati dello scratch, c’è una funzione apposta e con queste Jog Wheel dobbiamo dire che si ha una buona soddisfazione.

Nel pannello superiore c’è una presa XLR per l’ingresso di un microfono che è gestibile tramite il potenziometro e tramite un pulsante on/off che volendo esclude l’audio proveniente dal mic in maniera istantanea. Nel pannello posteriore troviamo, oltre alle uscite bilanciate per l’audio master, anche due ingressi nel caso in cui volessimo utilizzare la console RMX2 con delle fonti esterne come CDJ o Giradischi. Inutile dire che anche questa caratteristica pone la console in un ambito professionale e permette al dj di attingere sia dal software e dalla sua versatilità, che da fonti tradizionali. La qualità del suono è un’altra caratteristica nella quale sono stati fatti passi da gigante rispetto al modello precedente. La nuova scheda audio a 96kHz/24-bit ha un suono fantastico, soprattutto se utilizziamo la console con Traktor. Non dobbiamo dimenticarci infatti che con il prodotto sono inclusi due programmi per dj: il già citato Traktor versione LE e Djuced, il software che Hercules include nei suoi prodotti, abbastanza semplice da usare ma limitato nei confronti dei programmi pro.

Traktor Le

Conclusioni

L’impressione che si ha, quando si utilizza la console per la prima volta, è quella di avere per le mani un prodotto professionale, che permette di usare un software come Traktor, senza mai dover abbandonare la console e mettere le dita sul mouse. Esistono in commercio controller che danno la possibilità di avere più regolazioni e hanno una superficie totale maggiore, ma se si vuole effettuare un dj set, a qualsiasi livello, magari senza dover passare troppo tempo sui pad, che sono comunque di ottima qualità, questa console è veramente un prodotto ben fatto e consigliatissimo. Hercules ha fatto un altro centro e ha realizzato un prodotto che ci sentiamo di consigliare a tutti i dj, sia a quelli più navigati che ai novizi, che a questo prezzo, si portano a casa un sistema completo per il Djing e che potrà accompagnarli anche negli anni futuri e nelle prestazioni più impegnative. I Dj che hanno già la loro esperienza alle spalle invece hanno la possibilità di avere un controller completo, adatto ad essere trasportato in tutta comodità, grazie anche alla borsa che Hercules include nelle confezione e fa di questa console il prodotto adatto al dj in movimento.

Console Hercules P 32 Dj Recensione

Console Hercules P 32 Dj Recensione

Guardando la console Hercules p32 dj per la prima volta, ci rendiamo conto, anche se ce ne eravamo già resi conto con altri prodotti di altre case, che il modo del Djing sta cambiando. Non voglio dire che la direzione futura si quella di eliminare le Jog Wheel da tutti i controller e utilizzare solo pad o elementi touch sensitive, anche perché io sono tra quelli che trovano ancora un senso di sicurezza nel manipolare quei dischi rotondi che ci sono nelle console tradizionali. Quello che voglio dire è che i controlli dei cdj, i primi ad utilizzare le Jog Wheel, sono nati come imitazione dei giradischi da discoteca. Oggi che non si usano nemmeno più i Cd, ha ancora senso usare utilizzare un controllo circolare per mixare? Molti potrebbero rispondere di si, ma altri, preferiscono esplorare altre strade. L’elettronica sta rivoluzionando il mondo della musica, regalandoci delle innovazioni concettuali come il software Ableton di Live che va oltre il concetto tradizionale di sequencer e inventa un nuovo modo di fare musica utilizzando le clip.

La Hercules P32 a prima vista sembra un ibrido tra una normale console dj e un controller per Ableton. Niente Jog Wheel e ampio spazio dato a sedici pad per canale. Rimangono i controlli per il volume delle tracce, il cross fader l’equalizzatore e gli effetti, ma concettualmente si tratta di un prodotto diverso da quelli a cui siamo abituati, un genere di controller, per fare un esempio, sul tipo del Traktor S8 che già ha eliminato le Jog per concentrare lo spazio con altre funzioni.

La console

Come abbiamo già detto, la prima cosa che balza all’occhio è la totale assenza delle classiche JogWheel. Al loro posto troviamo una serie di pad multifunzione che formano un quadrato di 4×4 pulsanti. I pad rispondono molto bene e hanno un piacevole effetto al tatto, dato dalla costruzione in materiale morbido e gommoso. La console in generale risulta essere abbastanza leggera, costruita in plastica, ma rende una generale sensazione di robustezza.

Il Mixer

console hercules p32

Parliamo di un classico mixer a due canali con l’equalizzatore per regolare le frequenze basse, medie e alte. Ci sono i pulsanti per il preascolto in cuffia e c’è la funzione sleep, che permette al dj di concentrarsi sulla creatività data dai loop o dai sample, lasciando che la traccia sotto scorra. I fader e il crossfader sono di buona costruzione anche se in una console di dimensioni non certo esagerate, risultano essere un po’ corti. La cosa però non influisce in maniera pesante sulla prestazione e ci si abitua abbastanza presto, almeno così è successo per me, anche se sono abituato ad usare mixer di dimensioni più generose.

I pad

Come abbiamo detto la sensazione che danno questi pad è ottima, ed è una cosa fondamentale visto che in assenza delle Jog Wheel, il dj passerà gran parte del suo tempo con le dita posizionate sopra questi bottoni. Ma a cosa servono? Ci sono quattro funzioni assegnabili, Cue, Loop, Slicer e Sampler. La funzione Slicer permette di dividere un pezzo della traccia in tante parti e di poterle richiamare tramite la pressione di un pad. La funzione Sampler è quella più interessante ed è anche il motivo per utilizzare questo tipo di console. Ad ogni pad è assegnabile un sample che viene attivato tramite la pressione. Premendo Shift più il pad stesso, il sample smette di girare. È importante notare la presenza del pulsante Shift accanto al Sync, Cue e Play di ogni deck, perché serve per attivare o disattivare diverse funzioni di questa console. Suonare i sample con i pad è un’esperienza molto piacevole perché oltre ad avere dei potenziali molto alti in quanto a creatività, riduce anche al minimo le probabilità di errore. I sample infatti sono quantizzati, il che vuol dire che anche se premi il bottone un attimo prima della battuta, il campione partirà solo al momento giusto. È possibile anche regolare l’intervallo di quantizzazione per adattare la sensibilità ai generi musicali o al proprio stile.

console hercules p32

Il Software

Hercules allega alla console il software Djuced 40 che funziona perfettamente con la console ed è in linea con la filosofia di questo tipo di controller. Quando si apre il programma appaiono quattro deck, nei primi due, A e B, si possono caricare le tracce, mentre nei secondi C e D, vengono caricati i sample. Naturalmente è possibile sia utilizzare quelli che vengono dati col prodotto che caricarne di propri. Tutto questo si può controllare dalla console P32, senza mai dover utilizzare mouse o computer. Utilizzando il tasto Shift si passa tra i vari deck ed è possibile quindi lavorare con una traccia che suona in un deck, e un banco sample caricato in un altro. L’integrazione tra il software e l’hardware è a dir poco ottima, e una volta lanciato il programma e connessa la console, si è subito pronti a suonare. La mappatura è perfetta e non ha niente da invidiare a prodotti di categoria superiore.

console hercules p32

Utilizzo

Bisogna dire che questo prodotto, anche se può disorientare i dj che suonano da diversi anni per l’assenza delle Jogwheel, si dimostra essere comodo, semplice e soprattutto efficace. L’immediatezza d’uso è strabiliante e l’integrazione tra hardware e software è perfetta. L’utilizzo degli effetti è buono, ed è possibile regolare alcuni parametri anche con l’utilizzo di potenziometri, come accade per esempio nei controller legati al software Traktor. Djuced in questa versione da delle ottime sensazioni, la schermata del computer, con i quattro deck ben in vista, permette di tenere di avere una visione generale sul materiale a disposizione che mette sicurezza e ordine nel caso delle tracce e dei sample che ogni Dj ha. Il fatto di poter controllare tutti i parametri tramite i comandi della console è molto comodo e fa di questo prodotto un compagno perfetto per i dj creativi e moderni.

Conclusioni

Ottimo prodotto. Per chi vuole provare nuove tecniche per suonare alle feste o in discoteca, questa console è un buonissimo punto di partenza. La nuova figura del Dj, che si fonde sempre di più con quella del producer, rende obbligati, in un certo senso, ad avere della strumentazione di questo tipo. Personalizzare i proprio mix con dei sample è una tecnica ormai diffusissima a tutti i livelli e soprattutto permette di esprimere quella creatività che non è più incatenata alla musica delle tracce che si suonano. La qualità di Hercules, anche in un prodotto della fascia di prezzo medio bassa, è ottima e ci si trova tra le mani una console che dà delle ottime sensazioni e una sicurezza che permette di concentrarsi sull’ unica cosa che conta veramente, la musica.

Console Hercules Dj Control Air S Recensione

Console Hercules Dj Control Air S Recensione

I controller per computer, da utilizzare come delle e proprie console per dj, hanno avuto negli ultimi dieci/quindici anni uno sviluppo molto forte che le ha portate ad essere uno strumento comune, nelle loro varie forme, nei set up di tutti i dj del mondo. Le fasce di mercato e di prezzo sono al giorno d’oggi molto varie, e c’è un forte fermento ed una forte competizione. Hercules da sempre è un punto di riferimento per le console di fascia medio-bassa, e i prodotti che propone si sono evoluti nel tempo fino a diventare dei veri e propri strumenti adatti sia al divertimento casalingo che alle feste, e la Hercules control air s non fa eccezione, e si promette di soddisfare tutti i clienti che si affacciano per la prima volta al mondo del djing e vogliono divertirsi, oltre che imparare le basi del mixing.

La console

La console di cui parliamo in questa recensione è uscita in due versioni, la Air S e la Air S+, e sono pensate per i dj alle prime armi o per chi pratica già da qualche tempo e vuole cambiare controller per divertirsi con le numerose funzione che questa console offre. Le due versioni si differenziano dal fatto che la Air S+ è più grande, ha le Jog Wheel un po’ più ampie, una presa per il microfono e una presa usb standard al posto del cavo incorporato della versione Air S. Entrambe hanno la presa per le cuffie, 8 Pad e il sensore infrarosso per utilizzare la funzione Air di cui parleremo di seguito nell’ articolo. Hercules dichiara che i controller sono pensati per due tipologie di utenti differenti, la prima, la Air S, per i Dj principianti e la seconda, la Air S+, per gli utenti più avanzati.

hercules air s

Il Software Djuced in dotazione

Iniziamo a parlare del software, ovvero Djuced in dotazione con il prodotto. Ci sono delle buone somiglianze con Virtual Dj anche se nell’uso ci rende subito conto di utilizzare un prodotto diverso, per certi aspetti più grezzo e che forse può apparire un po’ scomodo a chi è abituato ad utilizzare altri programmi come Serato o Traktor. Bisogna dire però che un nuovo utente, che non ha dimestichezza con nessun software per Dj, dopo un primo veloce periodo di apprendimento delle funzioni basilare del programma, riesce a fare tutto quello che serve per iniziare con il Djing. Se teniamo conto che con un prezzo così basso, oltre al controller, troviamo questo software dotato di effetti e addirittura un mini sequencer per comporre dei beat utilizzando i suoni compresi nel pacchetto, ci rendiamo conto che l’offerta è più che buona e appetibile. I controlli principali comunque sono gli stessi di tutti gli altri programmi per dj, come per esempio caricare e suonare la traccia, oppure il sync, i cue, il play. Tutti comandi azionabili tramite il controller.

Le Jog Wheel

Le Jog Wheel sono piuttosto grandi, soprattutto quelle montate sulla versione Air S+, e danno una piacevole sensazione al tatto. Stiamo comunque parlando di un prodotto realizzato con materiali non di pregio e che ha un aspetto molto leggero. I passi in avanti fatti negli anni però si fanno sentire e oggi questi controller Hercules riescono a restituire delle piacevoli sensazioni al tocco, sia nelle Jog Wheel che nei vari pulsanti della console. Le levette per il pitch e per il cross fader risultano essere piuttosto piccole, ma la cosa è anche prevedibile date le dimensioni ridotte del prodotto in questione. Forse non sarà poi così facile mettere a tempo in maniera manuale due brani utilizzando i controlli, ma con un po’ di pratica tutto può riuscire, e ricordo comunque che con il tasto sync questo problema, soprattutto per i principianti, viene risolto molto velocemente. Il mercato di riferimento per questo prodotto è naturalmente il mercato consumer, ma per questa fascia di prezzo, sia i materiali che il feeling che riesce a restituire, sono davvero sorprendenti.

I pad

Gli otto pad presenti sopra le Jog Wheel, presentano per il dj un’ottima opportunità per iniziare ad esprimere la propria creatività entrando attivamente all’ interno delle tracce che sta mixando. I pad, sensibili al tocco, controllano infatti il loop, il campionatore e gli effetti. Caricando dei suoni, già presenti nel boundle del prodotto, si possono suonare tramite i pad che rispondono in maniera progressiva al tocco, dando espressività alla performance. Un altro utilizzo per i quattro pad posti sopra la Jog  è quello di gestire i loop, che si possono comandare così senza mai togliere l’attenzione dalla console e senza dover intervenire con il mouse o la tastiera del computer. Un modo originale di utilizzare i pad è senza dubbio quello di gestire gli effetti, non tanto per l’assegnazione ai pulsanti, ma più che altro per la possibilità di gestire un parametro degli effetti tramite la porta infrarossi, muovendo la mano sopra la consolle. Questo possibilità di modulare il suono è quella che ha dato il nome Air a questo controller. Assegnando un effetto ai Pad, si può controllare un parametro tramite la pressione, e l’altro avvicinando e allontanando la mano dal sensore infrarosso. Inutile dire che, soprattutto per un dj agli inizi, questo aspetto può essere molto divertente e può contribuire a rendere ancora più “magico” il lavoro del Dj.

hercules air s

Effetti

Il banco degli effetti è abbastanza completo, e ci si possono trovare quasi tutti quelli che si trovano nei normali software, anche quelli professionali utilizzati in console dai Dj di tutto il mondo. Parlo dell’echo, il reverbero, il flanger, il chorus. Devo segnalare però che manca il filtro, uno degli effetti più popolari che sarebbe stato bello vedere anche in questa Hercules Air S.

Conclusioni

Per concludere si può tranquillamente dire che questo è un prodotto più che azzeccato, sia per quel che riguarda il prezzo con cui è messo in commercio, sia per quanto riguarda il divertimento che sa offrire. Cosa chiedere di più da un controller di fascia bassa adatto a chi inizia? Quello che io cerco spesso, sia in questa fascia di mercato che in quelle più alte, è un prodotto che mi sappia stupire. Se nelle console da discoteca questo può voler dire qualità sonora, effetti sempre più ottimizzati e sensibilità di utilizzo raffinata anno dopo anno, nei prodotti di fascia bassa mi aspetto sempre la facilità di utilizzo è un occhio di riguardo al divertimento del Dj alle prime armi. Ecco, che acquista questo prodotto sa che può andare sul sicuro: può iniziare a mixare, a divertirsi e a imparare a fare il Dj, con un controller che non delude né nell’ aspetto estetico né in quello funzionale.