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Console Hercules P 32 Dj Recensione

Console Hercules P 32 Dj Recensione

Guardando la console Hercules p32 dj per la prima volta, ci rendiamo conto, anche se ce ne eravamo già resi conto con altri prodotti di altre case, che il modo del Djing sta cambiando. Non voglio dire che la direzione futura si quella di eliminare le Jog Wheel da tutti i controller e utilizzare solo pad o elementi touch sensitive, anche perché io sono tra quelli che trovano ancora un senso di sicurezza nel manipolare quei dischi rotondi che ci sono nelle console tradizionali. Quello che voglio dire è che i controlli dei cdj, i primi ad utilizzare le Jog Wheel, sono nati come imitazione dei giradischi da discoteca. Oggi che non si usano nemmeno più i Cd, ha ancora senso usare utilizzare un controllo circolare per mixare? Molti potrebbero rispondere di si, ma altri, preferiscono esplorare altre strade. L’elettronica sta rivoluzionando il mondo della musica, regalandoci delle innovazioni concettuali come il software Ableton di Live che va oltre il concetto tradizionale di sequencer e inventa un nuovo modo di fare musica utilizzando le clip.

La Hercules P32 a prima vista sembra un ibrido tra una normale console dj e un controller per Ableton. Niente Jog Wheel e ampio spazio dato a sedici pad per canale. Rimangono i controlli per il volume delle tracce, il cross fader l’equalizzatore e gli effetti, ma concettualmente si tratta di un prodotto diverso da quelli a cui siamo abituati, un genere di controller, per fare un esempio, sul tipo del Traktor S8 che già ha eliminato le Jog per concentrare lo spazio con altre funzioni.

La console

Come abbiamo già detto, la prima cosa che balza all’occhio è la totale assenza delle classiche JogWheel. Al loro posto troviamo una serie di pad multifunzione che formano un quadrato di 4×4 pulsanti. I pad rispondono molto bene e hanno un piacevole effetto al tatto, dato dalla costruzione in materiale morbido e gommoso. La console in generale risulta essere abbastanza leggera, costruita in plastica, ma rende una generale sensazione di robustezza.

Il Mixer

console hercules p32

Parliamo di un classico mixer a due canali con l’equalizzatore per regolare le frequenze basse, medie e alte. Ci sono i pulsanti per il preascolto in cuffia e c’è la funzione sleep, che permette al dj di concentrarsi sulla creatività data dai loop o dai sample, lasciando che la traccia sotto scorra. I fader e il crossfader sono di buona costruzione anche se in una console di dimensioni non certo esagerate, risultano essere un po’ corti. La cosa però non influisce in maniera pesante sulla prestazione e ci si abitua abbastanza presto, almeno così è successo per me, anche se sono abituato ad usare mixer di dimensioni più generose.

I pad

Come abbiamo detto la sensazione che danno questi pad è ottima, ed è una cosa fondamentale visto che in assenza delle Jog Wheel, il dj passerà gran parte del suo tempo con le dita posizionate sopra questi bottoni. Ma a cosa servono? Ci sono quattro funzioni assegnabili, Cue, Loop, Slicer e Sampler. La funzione Slicer permette di dividere un pezzo della traccia in tante parti e di poterle richiamare tramite la pressione di un pad. La funzione Sampler è quella più interessante ed è anche il motivo per utilizzare questo tipo di console. Ad ogni pad è assegnabile un sample che viene attivato tramite la pressione. Premendo Shift più il pad stesso, il sample smette di girare. È importante notare la presenza del pulsante Shift accanto al Sync, Cue e Play di ogni deck, perché serve per attivare o disattivare diverse funzioni di questa console. Suonare i sample con i pad è un’esperienza molto piacevole perché oltre ad avere dei potenziali molto alti in quanto a creatività, riduce anche al minimo le probabilità di errore. I sample infatti sono quantizzati, il che vuol dire che anche se premi il bottone un attimo prima della battuta, il campione partirà solo al momento giusto. È possibile anche regolare l’intervallo di quantizzazione per adattare la sensibilità ai generi musicali o al proprio stile.

console hercules p32

Il Software

Hercules allega alla console il software Djuced 40 che funziona perfettamente con la console ed è in linea con la filosofia di questo tipo di controller. Quando si apre il programma appaiono quattro deck, nei primi due, A e B, si possono caricare le tracce, mentre nei secondi C e D, vengono caricati i sample. Naturalmente è possibile sia utilizzare quelli che vengono dati col prodotto che caricarne di propri. Tutto questo si può controllare dalla console P32, senza mai dover utilizzare mouse o computer. Utilizzando il tasto Shift si passa tra i vari deck ed è possibile quindi lavorare con una traccia che suona in un deck, e un banco sample caricato in un altro. L’integrazione tra il software e l’hardware è a dir poco ottima, e una volta lanciato il programma e connessa la console, si è subito pronti a suonare. La mappatura è perfetta e non ha niente da invidiare a prodotti di categoria superiore.

console hercules p32

Utilizzo

Bisogna dire che questo prodotto, anche se può disorientare i dj che suonano da diversi anni per l’assenza delle Jogwheel, si dimostra essere comodo, semplice e soprattutto efficace. L’immediatezza d’uso è strabiliante e l’integrazione tra hardware e software è perfetta. L’utilizzo degli effetti è buono, ed è possibile regolare alcuni parametri anche con l’utilizzo di potenziometri, come accade per esempio nei controller legati al software Traktor. Djuced in questa versione da delle ottime sensazioni, la schermata del computer, con i quattro deck ben in vista, permette di tenere di avere una visione generale sul materiale a disposizione che mette sicurezza e ordine nel caso delle tracce e dei sample che ogni Dj ha. Il fatto di poter controllare tutti i parametri tramite i comandi della console è molto comodo e fa di questo prodotto un compagno perfetto per i dj creativi e moderni.

Conclusioni

Ottimo prodotto. Per chi vuole provare nuove tecniche per suonare alle feste o in discoteca, questa console è un buonissimo punto di partenza. La nuova figura del Dj, che si fonde sempre di più con quella del producer, rende obbligati, in un certo senso, ad avere della strumentazione di questo tipo. Personalizzare i proprio mix con dei sample è una tecnica ormai diffusissima a tutti i livelli e soprattutto permette di esprimere quella creatività che non è più incatenata alla musica delle tracce che si suonano. La qualità di Hercules, anche in un prodotto della fascia di prezzo medio bassa, è ottima e ci si trova tra le mani una console che dà delle ottime sensazioni e una sicurezza che permette di concentrarsi sull’ unica cosa che conta veramente, la musica.

Console Hercules Dj Control Air S Recensione

Console Hercules Dj Control Air S Recensione

I controller per computer, da utilizzare come delle e proprie console per dj, hanno avuto negli ultimi dieci/quindici anni uno sviluppo molto forte che le ha portate ad essere uno strumento comune, nelle loro varie forme, nei set up di tutti i dj del mondo. Le fasce di mercato e di prezzo sono al giorno d’oggi molto varie, e c’è un forte fermento ed una forte competizione. Hercules da sempre è un punto di riferimento per le console di fascia medio-bassa, e i prodotti che propone si sono evoluti nel tempo fino a diventare dei veri e propri strumenti adatti sia al divertimento casalingo che alle feste, e la Hercules control air s non fa eccezione, e si promette di soddisfare tutti i clienti che si affacciano per la prima volta al mondo del djing e vogliono divertirsi, oltre che imparare le basi del mixing.

La console

La console di cui parliamo in questa recensione è uscita in due versioni, la Air S e la Air S+, e sono pensate per i dj alle prime armi o per chi pratica già da qualche tempo e vuole cambiare controller per divertirsi con le numerose funzione che questa console offre. Le due versioni si differenziano dal fatto che la Air S+ è più grande, ha le Jog Wheel un po’ più ampie, una presa per il microfono e una presa usb standard al posto del cavo incorporato della versione Air S. Entrambe hanno la presa per le cuffie, 8 Pad e il sensore infrarosso per utilizzare la funzione Air di cui parleremo di seguito nell’ articolo. Hercules dichiara che i controller sono pensati per due tipologie di utenti differenti, la prima, la Air S, per i Dj principianti e la seconda, la Air S+, per gli utenti più avanzati.

hercules air s

Il Software Djuced in dotazione

Iniziamo a parlare del software, ovvero Djuced in dotazione con il prodotto. Ci sono delle buone somiglianze con Virtual Dj anche se nell’uso ci rende subito conto di utilizzare un prodotto diverso, per certi aspetti più grezzo e che forse può apparire un po’ scomodo a chi è abituato ad utilizzare altri programmi come Serato o Traktor. Bisogna dire però che un nuovo utente, che non ha dimestichezza con nessun software per Dj, dopo un primo veloce periodo di apprendimento delle funzioni basilare del programma, riesce a fare tutto quello che serve per iniziare con il Djing. Se teniamo conto che con un prezzo così basso, oltre al controller, troviamo questo software dotato di effetti e addirittura un mini sequencer per comporre dei beat utilizzando i suoni compresi nel pacchetto, ci rendiamo conto che l’offerta è più che buona e appetibile. I controlli principali comunque sono gli stessi di tutti gli altri programmi per dj, come per esempio caricare e suonare la traccia, oppure il sync, i cue, il play. Tutti comandi azionabili tramite il controller.

Le Jog Wheel

Le Jog Wheel sono piuttosto grandi, soprattutto quelle montate sulla versione Air S+, e danno una piacevole sensazione al tatto. Stiamo comunque parlando di un prodotto realizzato con materiali non di pregio e che ha un aspetto molto leggero. I passi in avanti fatti negli anni però si fanno sentire e oggi questi controller Hercules riescono a restituire delle piacevoli sensazioni al tocco, sia nelle Jog Wheel che nei vari pulsanti della console. Le levette per il pitch e per il cross fader risultano essere piuttosto piccole, ma la cosa è anche prevedibile date le dimensioni ridotte del prodotto in questione. Forse non sarà poi così facile mettere a tempo in maniera manuale due brani utilizzando i controlli, ma con un po’ di pratica tutto può riuscire, e ricordo comunque che con il tasto sync questo problema, soprattutto per i principianti, viene risolto molto velocemente. Il mercato di riferimento per questo prodotto è naturalmente il mercato consumer, ma per questa fascia di prezzo, sia i materiali che il feeling che riesce a restituire, sono davvero sorprendenti.

I pad

Gli otto pad presenti sopra le Jog Wheel, presentano per il dj un’ottima opportunità per iniziare ad esprimere la propria creatività entrando attivamente all’ interno delle tracce che sta mixando. I pad, sensibili al tocco, controllano infatti il loop, il campionatore e gli effetti. Caricando dei suoni, già presenti nel boundle del prodotto, si possono suonare tramite i pad che rispondono in maniera progressiva al tocco, dando espressività alla performance. Un altro utilizzo per i quattro pad posti sopra la Jog  è quello di gestire i loop, che si possono comandare così senza mai togliere l’attenzione dalla console e senza dover intervenire con il mouse o la tastiera del computer. Un modo originale di utilizzare i pad è senza dubbio quello di gestire gli effetti, non tanto per l’assegnazione ai pulsanti, ma più che altro per la possibilità di gestire un parametro degli effetti tramite la porta infrarossi, muovendo la mano sopra la consolle. Questo possibilità di modulare il suono è quella che ha dato il nome Air a questo controller. Assegnando un effetto ai Pad, si può controllare un parametro tramite la pressione, e l’altro avvicinando e allontanando la mano dal sensore infrarosso. Inutile dire che, soprattutto per un dj agli inizi, questo aspetto può essere molto divertente e può contribuire a rendere ancora più “magico” il lavoro del Dj.

hercules air s

Effetti

Il banco degli effetti è abbastanza completo, e ci si possono trovare quasi tutti quelli che si trovano nei normali software, anche quelli professionali utilizzati in console dai Dj di tutto il mondo. Parlo dell’echo, il reverbero, il flanger, il chorus. Devo segnalare però che manca il filtro, uno degli effetti più popolari che sarebbe stato bello vedere anche in questa Hercules Air S.

Conclusioni

Per concludere si può tranquillamente dire che questo è un prodotto più che azzeccato, sia per quel che riguarda il prezzo con cui è messo in commercio, sia per quanto riguarda il divertimento che sa offrire. Cosa chiedere di più da un controller di fascia bassa adatto a chi inizia? Quello che io cerco spesso, sia in questa fascia di mercato che in quelle più alte, è un prodotto che mi sappia stupire. Se nelle console da discoteca questo può voler dire qualità sonora, effetti sempre più ottimizzati e sensibilità di utilizzo raffinata anno dopo anno, nei prodotti di fascia bassa mi aspetto sempre la facilità di utilizzo è un occhio di riguardo al divertimento del Dj alle prime armi. Ecco, che acquista questo prodotto sa che può andare sul sicuro: può iniziare a mixare, a divertirsi e a imparare a fare il Dj, con un controller che non delude né nell’ aspetto estetico né in quello funzionale.

 

 

Mixer Allen e Heath Xone 23 c Recensione

Mixer Allen e Heath Xone 23 c Recensione

Quando Allen e Heath lancia un nuovo prodotto, il mondo del Djing alza le orecchie e rimane in attesa di poter mettere le mani su dei nuovi potenziometri e delle nuove levette. Questo succede perché la casa inglese che produce mixer e console da studio, presenta di solito prodotti di ottima qualità, e questa volta, con lo Xone 23c non ha di certo fatto un’eccezione.

La Allen e Heath è vista da un certo tipo di Dj come l’alternativa alla più famosa Pioneer. Indubbiamente la qualità del suono dei mixer A&H è leggendaria, e alcune sue caratteristiche vincenti, come il famoso filtro passa basso o passa alto, sono una vera e propria firma per il sound di Dj in tutto il mondo.

mixer xone 23 c

Partiamo dal modello precedente. Lo Xone 22 è un mixer entry level della casa inglese che, per quanto ottime siano ancora le prestazione che offre, aveva bisogno di una rinfrescata, e si doveva rinnovare soprattutto su quelle caratteristiche tecnologiche come l’integrazione con il computer, che oggi nessun Dj può tralasciare, sia che suoni nella sua camera, oppure nei più grandi club e discoteche del mondo. Chiariamo subito un concetto, quando si parla di Allen e Heat, l’entry level non vuole assolutamente dire scarsità di materiali da costruzione o di prestazione, spesso significa solo meno canali e qualche piccolo accorgimento in meno. Questo nuovo mixer a due canali, lo Xone 23c ne è la prova, e si può dire che sia il degno successore dello Xone 22, con quei giusti accorgimenti che lo portano ad essere un punto di riferimento per il Dj moderno, che suona sia con i supporti fisici, come i cd, che con il computer. Andiamo ad analizzare nel dettaglio questo nuovo mixer di casa A&H.

Visione d’insieme

Cominciamo con la visione d’insieme. Questo mixer è un carro armato. Dimenticatevi oggetti plasticosi o prodotti che sembrano volersi rompere da un momento all’altro. Lo Xone 23c è solido, robusto e con un look dark che lo rende molto elegante e adatto ad ogni tipo di uso, sia in discoteca che a casa. Nei lati troviamo le scritte con il marchio e con il nome del modello. Lateralmente ci sono delle alette con dei forellini per chi desidera incastrare il mixer in una console o in un mobile dedicato, come può succedere in un locale, un bar o una discoteca. I potenziometri e i fader che troviamo in superficie sono di ottima fattura e danno una piacevolissima sensazione al tocco. Quando si mettono le mani sopra questo mixer la sensazione è quella di voler accendere prima possibile la musica e partire con il mix. Sulla superficie superiore troviamo anche un ingresso Xlr per il microfono con i suoi controlli a portata di mano. Insomma, come prima impressione questo mixer è davvero eccezionale, e non dà per nessun motivo l’idea di essere un oggetto entry level o per principianti, semplicemente è un mixer più piccolo dei suoi fratelli maggiori, perché ha solo due canali ed è adatto a chi cerca una soluzione compatta e anche facilmente trasportabile.

mixer xone 23 c

Hardware

La vera sorpresa del mixer Allen e Heath Xone 23c è la scheda audio integrata che permette di collegarlo al pc o al mac semplicemente utilizzando un semplice cavo Usb. L’hardware funziona benissimo e collegarlo ad un software di largo utilizzo come Traktor è facile e si configura in meno di un minuto. Grazie alla scheda audio integrata, potremmo usare i due canali per mixare le tracce di Traktor, senza dover passare da ingressi esterni. Naturalmente il mixer ha la possibilità di ricevere il segnale anche da eventuali cdj, giradischi o fonti esterne tramite gli ingressi sul retro. I potenziometri posti nella parte superiore danno anche la possibilità al Dj di regolare il volume in entrata sul canale. Lo Xone 23c è quindi a tutti gli effetti un 2+2 canali e dà la possibilità di mixare fino a quattro sorgenti sonore contemporaneamente.

Mixer

Parliamo di Allen e Heath, e quindi di una casa che non ci ha mai deluso, o quasi, in tutti gli anni in cui ha prodotto mixer, sia da discoteca che da studio. Questo prodotto non fa eccezione. I canali sono due, e per ognuno c’è una sezione dedicata all’ equalizzatore con tre potenziometri, bassi, medi e alti, total kill, che permettono al dj di esprimere tutta la creatività sulle tracce che sta suonando. C’è il comando per il volume master e quello per il volume dei monitor, che si possono collegare tramite uscite dedicate nel retro. I fader per il volume di canali sono robusti e danno una sensazione di sicurezza ottima al tatto, e la stessa cosa vale per il cross fader. Per quest’ultimo c’è anche la possibilità di selezionare tra due curve con cui il cross fader passa da un canale all’altro, funzione utilissima soprattutto per chi usa mixer e piatti, o cdj, per fare scratch.

mixer xone 23 c

Effetti

Gli effetti di questo mixer Allen e Heath non sono certo paragonabili in quantità a quelli presenti nell’entry level di Pioneer, cioè il djm 350. Bisogna dire però due cose a favore di questo prodotto A&H: la prima è che viene proposto ad un prezzo di molto inferiore a quello del suo rivale Pioneer e che la qualità sonora non ne risente, anzi, per alcune orecchie può essere migliore, anche se in questo articolo non vogliamo scendere in questo tipo di paragoni. La seconda è che l’unico effetto presente nel mixer Xone 23c è il filtro passa basso e passa alto, ma è uno dei migliori filtri che si siano mai sentiti al mondo. Il filtro A&H ha un suono leggendario che tutti i Dj del mondo devono avere la possibilità di provare. Questo piccolo mixer è stato dotato dello stesso filtro dei suoi fratelli maggiori e la qualità, anche in questo caso, è a dir poco stellare. Bisogna anche dire che il filtro è uno degli effetti maggiormente utilizzati dai Dj per personalizzare il proprio mix e che quindi non mi sento di inserire l’assenza di altri fx come una nota negativa di questo prodotto.

mixer xone 23 c

Nel pannello posteriore oltre ai già citati ingressi per cdj e phono, la presa usb e l’uscita per i monitor, troviamo l’uscita principale con connettore xlr, un comparto dedicato agli effetti con send/return per collegare dei fx esterni come il Pioneer rmx 500 e un Xlink per collegare il mixer ai prodotti Allen e Heath compatibili.

Conclusioni

Questo è un mixer a due canali di ottima costruzione e con una qualità audio che non ha niente da invidiare nemmeno agli impianti usati nei club di tutto il mondo. Allen e Heath anche questa volta ha fatto centro progettando e realizzando un mixer che ogni dj dovrebbe avere, in quanto agile, facilmente trasportabile e con una qualità che permette di suonare in ogni situazione. La possibilità di collegarlo direttamente al Pc fa di questo mixer un prodotto moderno e perfetto per tutti i tipi di Dj, sia quelli che utilizzano solo Cd o Vinili, e sia quelli che hanno tutta la loro collezione di tracce direttamente nel pc o nel Mac.

Numark Mixtrack Pro 3 Recensione

Numark Mixtrack Pro 3 Recensione

Numark introduce la nuova versione della fortunata serie Mixtrack Pro, e lo fa impegnandosi nel creare un ottimo prodotto, adatto per i dj in movimento, dotando la sua console di numerose funzioni che permettono un ottimo controllo sulla musica suonata in console.
Il Mixtrack 3 è un ottimo passo in avanti rispetto alla versione precedente, sia per il design che per i materiali utilizzati. Se sei un Dj che vuole una buona strumentazione, capace di rendere giustizia all’espressività e di dare una certa sicurezza in console, il Numark Mixtrack pro 3 potrebbe essere il giusto compromesso tra prezzo e qualità/prestazioni.

numark mixtrack pro 3

La serie Mixtrack si è da subito posizionata come un riferimento per la fascia di prezzi medio bassa delle console dj. Chiunque volesse un prodotto medio con ottime caratteristiche da utilizzare come controller, sia in ambito casalingo che in feste private o locali, ha subito preso in considerazione l’acquisto di queste console. L’evoluzione dei tre modelli ha portato oggi la Numark a presentare questo prodotto che si può definire ottimo, e che eredita delle caratteristiche anche da console e media player di livello superiore.

Jog Wheel

Osservando questa console dj per la prima volta, balzano subito agli occhi le Jog Wheel, abbastanza grandi, dall’aspetto solido e costruite in metallo. Dobbiamo dire che fanno anche bene il loro lavoro: permettono di fermare la traccia con un tocco, effettuare lo scratch o fare dei piccoli aggiustamenti sulla traccia. Anche il cursore per il pitch ci ha fatto subito una buona impressione. Lungo quanto basta e abbastanza solido al tatto, questo controllo risulta comodo e garantisce una presa sicura e non complica il lavoro del dj che spesso, su console di questa fascia di prezzo, si trova ad avere a che fare con levette piccole e poco precise.

Mixer

Il mixer è quello che ci si aspetta da un prodotto Numark di questa fascia: un due canali con tre bande di equalizzatore e potenziometro dedicato al filtro, opzione questa che non si trova in tutte le console a questo prezzo. I comandi per il browser sono comodi e intuitivi e sono fra gli aspetti che sono stati mantenuti negli anni, tramandati dalle versioni precedenti della console. Il crossfader fa il suo dovere ed è anche più solido di quanto possa apparire nelle immagini. C’è anche la possibilità di regolare, via software, la curva con cui agisce.
La parte dedicata al meter è minimale, ci sono i led solo per il master, ma bastano per tenere d’occhio il volume d’uscita della musica.

numark mixtrack pro 3 deck

Decks

I decks come abbiamo già scritto sono ottimi, sia all’apparenza sia nell’uso. È possibile utilizzare le Jog Wheel per il pitch bending o per navigare nella traccia. Hanno una buona sensibilità e nonostante non siano paragonabili a quelle di lettori cdj di fascia alta, regalano una ottima esperienza di utilizzo e permettono di compiere tutte quelle azioni che servono quando si sta in console.

Effetti

Al di sopra delle Jog Wheel troviamo la sezione dedicata agli effetti. Ci sono tre pulsanti che possono selezionare altrettanti effetti di Serato Dj intro, il tutto modulabile tramite un touch strip comodo e intuitivo da utilizzare. Che dire? Per questa fascia di prezzo è quanto più un dj si possa aspettare. C’è la possibilità di giocare con gli effetti e personalizzare il proprio mix, e con un po’ di pratica, si possono raggiungere dei risultati paragonabili a quelli dei professionisti che suonano nei club.
Sotto la Jog ci sono i pad. Due file da quattro, con la prima dedicata ai loops e ai samples e la seconda dove sono presenti i pulsanti di Cue. Molto comodi e pratici nella posizione in cui si trovano, questi pad permettono di utilizzare alcune utili funzioni di Serato dj Intro che altrimenti dovrebbero essere impostate tramite la tastiera o il mouse del Pc. Come al solito, parlando di questa console, anche questo aspetto è ottimo per un prodotto che ricordiamo appartenere ad una fascia di prezzo più che accessibile se confrontato con i top di gamma che vanno tranquillamente sopra il migliaio di euro di valore.

numark mixtrack pro 3
Conclusioni

Il prodotto di Numark è valido. Certo, se un dj ha decenni di esperienza ed ha suonato in club in tutto il mondo, può trovare questa console un po’ limitata in certi suoi aspetti, ma qui stiamo parlando di un prodotto adatto a chi vuole muovere i primi passi, o che ha già una minima esperienza ma vuole consolidare la sua abilità nel moderno modo di fare djing. La Numark Mixtrack pro 3 è facile da usare, immediata nel collegamento con il computer e ottima nell’ottimizzazione per Serato. Quando si apre l’imballo ci si trova tra le mani un prodotto pronto, immediato nell’istallazione e che permette a chiunque di iniziare a divertirsi in maniera creativa con le tracce grazie al software Serato Dj intro, che viene dato con il prodotto. Cosa chiedere di più ad una console di questo prezzo? Niente, secondo noi. È logico che ci sarebbero sempre degli aspetti da migliorare, ma Numark, con questa nuova versione, ha fatto proprio un ottimo lavoro.

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Pioneer Xdj-Rx recensione

Pioneer Xdj-Rx recensione

Pioneer ha lanciato una nuova console dj all in one per i professionisti che non vogliono rimanere legati al pc continuando comunque a suonare musica digitale con uno strumento unico, compatto e questa volta, davvero professionale. Dopo anni in cui questo tipo di consolle erano viste solo come alternative entry level, o comunque non adatte a serate impegnative in club o locali, Pioneer ha deciso di dare una svolta, e di creare dei prodotti ottimi, di qualità altissima, che spesso non hanno niente da invidiare a set up modulari con cdj e mixer separati.

Già con le fortunate serie Xdj-Aero e Xdj-R1, la casa giapponese ci aveva proposto delle ottime soluzioni, adatte a dei mix professionali rinunciando però ad alcune caratteristiche tipiche dei prodotti top di gamma. Con Xdj-rx, la musica però cambia, in meglio.
Per prima cosa bisogna partire da un concetto espresso da Pioneer nel suo sito ufficiale: questa console utilizza delle soluzioni ricavate direttamente dalla serie Nexus, e tutti i dj che hanno avuto modo di salire in una console degna di questo nome sanno che Nexus vuol dire prodotti professionali e di qualità altissima, studiati per suonare nei migliori club del mondo e nei migliori festival di musica elettronica del pianeta.

Pioneer Xdj-rx ci viene proposta quindi come una soluzione all in one in cui trovare tutto, o quasi tutto, quello che si cerca quando ci si mette in console e si vuole fare musica per davvero, tagliando completamente i ponti con tutte quelle console plasticose o giocattolose che si trovano nel mercato da anni. Qui si parla di roba seria, e adesso la andiamo ad analizzare, come al solito in ogni suo dettaglio.

Per prima cosa partiamo da una visione d’insieme. La Pioneer Xdj-rx risulta essere robusta, comoda e dall’ aspetto solido e rassicurante. Non esistono particolari di scarsa qualità e tutto, dalle Jog Wheel ai potenziometri, danno quella sensazione di professionalità che Pioneer con i suoi prodotti top di gamma, sa dare a tutti i dj da decenni. Tutto questo va leggermente ad influire sulla compattezza del prodotto: non aspettatevi di ritrovarvi davanti una console piccola da incastrare negli spazi vuoti della vostra scrivania: questo è un prodotto professionale ed ha bisogno del suo spazio. È studiata per essere trasportata e per rispondere alle esigenze anche dei dj che sono sempre in movimento, ma la professionalità e la qualità hanno le loro dimensioni. La console è lunga 73 cm per 41 e pesa 8 chili, niente di troppo ingombrante, ma di sicuro non stiamo parlando di un giocattolo.

La musica viene caricata attraverso le due prese USB poste una per lato, sopra ogni piattaforma in stile Cdj di cui la Xdj-rx è dotata. Al centro, sopra il mixer, troviamo l’ampio display a sette pollici in cui vengono visualizzate le due forme d’onda e tutta una serie di altri parametri che esamineremo nel corso di questa recensione. Sul retro troviamo le solite uscite, l’alimentazione, le prese usb e Link, oltre che agli ingressi per i microfoni e per gli eventuali cdj o piatti per i vinili che si possono collegare alla console.
Andiamo ad esaminare nel dettaglio tutti i settori della console dj Pioneer Xdj-rx

Display

display
Il display a 7” pollici hd è il cuore ed il punto di riferimento per il dj. Ampio abbastanza da poter contenere e info su entrambe le tracce, questo display ha anche la funzione di browser, e viene quindi anche utilizzato per scorrere e selezionare le tracce caricabili sulla console tramite le due chiavette Usb presenti frontalmente, o recuperabili direttamente da un pc dotato di rekordbox, che si può connettere con la porta posta sul retro. Il display non ha la funzionalità touch screen, e tutto va comandato con pulsanti e potenziometri fisici, posizionati sulla superficie della console. Forse per alcuni potrebbe risultare pratica la possibilità di interagire direttamente con lo schermo per agire in maniera intuitiva sui parametri che compaiono di volta in volta, ma vi posso garantire che i comandi di questo gioiellino di casa Pioneer sono comodi, robusti e danno la sensazione di trovarsi al comando di una vera postazione da Dj da club. La mancanza del touch screen in pratica non si sente perché si ha sempre e comunque tutto sotto controllo e a portata di mano.

Mixer

mixer
Il mixer integrato è un classico Pioneer a due canali dotato della qualità della classe regina Nexus, e anche di alcune caratteristiche da top di gamma. Per quanto riguarda gli effetti, troviamo a sinistra la parte dedicata al Sound Color Fx, che in questo mixer propone quattro effetti, contro i sei del Pioneer 900. Qui abbiamo il filtro, il crush, il gate e il noise. Nella parte destra del Mixer troviamo i comandi dedicati al controllo e alla modulazione degli effetti, con i parametri che compaiono sul display integrato a 7”. Qui possiamo controllare la profondità dell’effetto, la quantizzazione, assegnazione dell’effetto ( ai due canali, ai microfoni) e la selezione dei classici effetti Pioneer tra cui delay, reverbero, flanger, pitch ecc. Le tracce analizzate tramite il software Rekordbox, avranno gli effetti già quantizzati e regolati in perfetta sintonia con la musica che il dj sta suonando su questa console. Gli ingressi posteriori permettono di collegare a questo mixer anche delle fonti esterne come cd o giradischi, e quindi è possibile utilizzarlo anche come fonte di missaggio stand-alone.

Controlli Jog Wheel

jog wheel console
La piattaforma in stile cdj che il Pioneer Xdj-Rx propone è di una qualità che non fa rimpiangere per niente i Cdj di fascia alta solitamente utilizzati nei club. Le Jog sono fantastiche, hanno una sensibilità incredibile e un aspetto robusto ed elegante. Il Pitch Fader è comodo, lungo e preciso, adatto alla qualità del prodotto nel suo insieme. Sopra troviamo in soliti pulsanti master tempo, sync, e la funzione Vynil. È possibile anche controllare la sensibilità delle Jog Wheel tramite un potenziometro che solitamente troviamo in prodotti di fascia alta come i Cdj 900 o i 2000. Molto interessanti sono i Performance Pad posti sotto la Jog. Sono quattro tasti multifunzione che possono essere usati per hot cue, auto beat loop, loop slice, e sono molto comodi per accedere a queste funzioni direttamente tramite i pad che sono grandi, luminosi e ben visibili ed accessibili.

Conclusioni

Dopo averla provata possiamo tranquillamente dire che questa è una macchina fantastica, adatta a tutti i tipi di dj, sia quelli che muovono i primi passi ma che già vogliono confrontarsi con una strumentazione professionale al cento per cento, sia per i dj affermati che desiderano una soluzione all in one del tutto simile alle console che trovano nei locali e nei festival di tutto il modo. L’integrazione con il software proprietario di Pioneer, Rekordbox, rende la musica che esce da questa console, precisa e facile da gestire. Gli effetti applicabili dal mixer sono di qualità altissima e permettono ai dj di imprimere il proprio stile sulle tracce esattamente come farebbero in un grande club. Il display a sette pollici è perfetto per visualizzare in tempo reale tutti i parametri che stiamo utilizzando, compresi gli effetti, i beat e tutto quello che serve per mixare in comodità e sicurezza. Il browser fatto su uno schermo di queste dimensioni garantisce una visuale perfetta anche nei club e in tutte le situazioni con scarsa visibilità, che poi altro non sono che le caratteristiche di un tipico ambiente in cui opera un dj. Se pensiamo che questa console può essere utilizzata anche come mixer stand-alone, collegando sul retro altre fonti sonore come cdj o giradischi, possiamo dire che Pioneer Xdj-rx può essere considerata oltre che una soluzione definitiva all in one, anche il cuore di un set up che comprenda anche le attrezzature già presenti nella console dj dell’utente.
Voto quindi assolutamente positivo in tutti gli ambiti descritti. Ci sentiamo di precisare che non si ha davanti un giocattolo e che quindi, una volta aperta l’ottimo imballo Pioneer, ci si trova ad usare una vera e propria postazione da dj, solida e spaziosa come deve essere una console di tutto rispetto.

Pioneer xdj 700 recensione

Pioneer xdj 700 recensione

Il Pioneer xdj 700 è un player digitale che la casa giapponese ha pensato come dispositivo entry level per per il futuro del djing, ovvero suonare senza l’ausilio del lettore cd. Il primo dispositivo uscito dalla casa giapponese con questa filosofia è stato il fortunato xdj 1000, da cui questo player eredita numerose funzioni e diversi aspetti sia estetici che tecnici. A cominciare dall’ ampio display touchscreen ad alta definizione, passando dalla perfetta integrazione con il software Rekordbox, il Pioneer xdj 750 è proposto per imporsi nel mercato come player adatto alle console dei dj che non vogliono spendere una piccola fortuna per un dispositivo di classe superiore, ma che vogliono tutte le funzionalità di un dispositivo professionale.
Entrando nel dettaglio, analizzeremo una ad una le varie componenti del nuovo player di casa Pioneer.

Display

display
Il Display è un touch screen LCD a 7” pensato per dare al dj un controllo intuitivo che permette di navigare in numerose funzioni semplicemente toccandolo con un dito. È possibile sia ricercare le canzoni, anche tramite una comoda tastiera QWERTY, come quelle che tutti siamo abituati ad usare nei telefonini, ma anche accedere a numerose altre funzioni. Grazie al software proprietario di Pioneer, Recordbox, le tracce preventivamente analizzate nel proprio pc, appaiono con la forma d’onda e sono navigabili al proprio interno solo con lo scroll di un dito. Questa funzione è utilissima nel momento in cui si vogliano settare di punti di Que oppure semplicemente si voglia arrivare ad un qualsiasi punto di una traccia. Tramite comando touch, si possono attivare anche le funzioni di Browse, per navigare all’interno delle cartelle presenti nella chiavetta usb, la Tag list, con le tracce organizzare per tag, ma anche l’effetto Vinil Brake o i tasti Master e Sync. Sul lato destro del display si possono vedere gli indicatori delle sorgenti da cui il lettore Pioneer accede. Si possono selezionare sia l’ingresso Usb frontale che gli ingressi Link o Rekordbox che ci permettono di andare a pescare le tracce direttamente dal computer collegato con la presa Usb posizionata nel retro del Xdj. Premendo la funzione Perform, si accede alla schermata che ci permette di impostare i Loop e di selezionare i punti di Cue. I Loop naturalmente sono già quantizzati grazie all’elaborazione delle tracce fatta con Rekordbox.

Superiore SX

usb
La parte superiore a sinistra è organizzata nel modo classico presente già in tutti i dispositivi Pioneer abilitati all’uso delle chiavette, come già il cdj 350 o i modelli di fascia superiore. Troviamo l’ingresso Usb e il tasto per espellere il dispositivo di archiviazione. Vi ricordo che le tracce inserite devono essere state preventivamente analizzate tramite Rekordbox per poter usufruire di tutte le funzioni che l’Xdj 700 mette a disposizione.

Destra: Navigazione

navigazione
A destra troviamo i tasti per navigare all’interno delle tracce e dei menù. Tutte queste funzioni sono perfettamente integrate con il display touchscreen da 7” che velocizza tutto il processo di ricerca e selezione delle tracce e lascia al dj più spazio per concentrarsi sulla sua creatività.

Loop

loop
A sinistra accanto alla Jogwheel troviamo i pulsanti per gestire i Loop e per navigare tra le tracce e all’interno delle tracce stesse. Naturalmente anche tutte queste funzioni sono comodamente accessibili tramite il display, ma vengono comunque mantenuti i tasti fisici per poter permettere a tutti di organizzarsi al meglio, secondo il loro stile e secondo le modalità a cui sono abituati.

Jog Wheel

Jog Wheel

La Jog Wheel è grande, come deve essere. Anche se in un epoca in cui molti Dj suonano in console semplicemente premendo dei bottoni, se una Jog c’è, deve essere grande. Noi di Consoledj ci siamo sempre battuti contro i controller che presentano delle Jog piccole che non danno le giuste sensazioni ai dj e che possono fare più danni che benefici. La sensazione al tatto è ottima, ed anche se non è al livello di quella del fratello maggiore Xdj 1000, fa comunque il suo lavoro, in modo ottimale.

Vynil e Tempo

vynil e tempo

Nella parte destra troviamo i pulsanti per il Vynil Mode, e per il tempo. C’è anche la classica levetta per regolare il tempo, il tutto ottimamente visualizzato in tempo reale nel display da 7” pollici hd.

Lato Posteriore

posteriore
Nel lato posteriore del Pioneer XDJ 700 troviamo l’uscita audio, la presa USB per collegare il lettore al PC e utilizzarlo anche come semplice controller grazie al software Rekordbox Dj. L’uscita Link è pensata per collegare l’Xdj a tutti i dispositivi Pioneer compatibili.

Dimensioni

supporti
Le dimensioni del Pioneer Xdj 700 sono simili a quelle del cdj 350. Essendo però privo di lettore cd, l’xdj 700 risulta avere uno spessore ridotto. Pioneer ha pensato di fornire il lettore di un supporto che incastrato sul fondo, lo rende più alto e lo mette al livello delle altre apparecchiature come mixer o effetti che il dj sceglie di avere in console. Questo sistema lo rende adatto sia alle serate in discoteca che al semplice utilizzo in casa, dove si può adattare anche a spazi ridotti.